Il vero segreto dei successi del tennista romano sta proprio nel rapporto con suo papà che lo ha sempre seguito e formato sui campi portandolo alla sua prima semifinale in un Masters 1000
Flavio Cobolli, per la prima volta in carriera, giocherà una semifinale in un Masters 1000, pochi mesi dopo la prima finale Slam. Il 2026 si sta rivelando l’anno della definitiva consacrazione per il giocatore azzurro, ormai fisso in top 10 e con le Atp Finals nel mirino che sono sempre più realtà, e sempre meno sogno. La crescita di Cobolli è difficile da comprendere se la si guarda solo dal punto di vista tennistico, la punta del suo iceberg. Flavio è infatti maturato prima di tutto come persona, passando da ragazzo a uomo, arrivando a vette forse impensabili qualche anno fa. Senza mai cambiare coach, affidandosi sin dai primi veri passi nel mondo del tennis (salvo qualche altro allenatore da bambino) a Stefano Cobolli, cioè suo padre. Che, quando risponde alle domande, è chiaro: “Sono l’allenatore di Flavio, poi il papà”. Una chiara definizione dei ruoli, da serio professionista, per un ex tennista di discreto livello (arrivato al massimo in 236esima posizione nel ranking mondiale), che si sta rivelando un coach da piani alti. Il vero segreto dei successi di Flavio, in fondo, sta tutto qui, nel rapporto con il coach e padre.









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