Passare col semaforo giallo: quando scatta la multa e come fare ricorso

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Cosa dice il Codice della strada sul semaforo giallo: quando scatta davvero la multa, importi e punti patente, come fare ricorso in caso di sanzione

Laerte Salvini

24 agosto - 08:56 - MILANO

Passare o fermarsi: davanti a un semaforo che diventa giallo la scelta si gioca in pochi secondi, ma una decisione sbagliata può costare multa e punti sulla patente. La legge, in realtà, non lascia molto spazio all'interpretazione. L'articolo 41 del Codice della strada stabilisce il criterio: chi ha ancora spazio e tempo per arrestarsi senza pericolo deve fermarsi; chi invece si trova già troppo vicino alla linea d'arresto, al punto che una frenata brusca rischierebbe di provocare un tamponamento, può proseguire. Il problema è che molti automobilisti trattano il giallo come un margine di tolleranza, ignorando che non fermarsi nonostante sia possibile espone comunque alla sanzione.

Quanto dura il giallo

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La durata della fase gialla non è casuale: serve a garantire il tempo di decelerare in sicurezza ed è calibrata sul tipo di strada. Sebbene il Codice non stabilisca una durata precisa, nel 2007 il ministero dell'Interno aveva indicato con una nota durate da 3 a 5 secondi, precisando che nei centri urbani ci si doveva orientare su 4 secondi e nei tratti extraurbani 5. Tuttavia la Cassazione in alcune sentenze (nel 2012 e 2014) ha dato ragione agli enti che avevano sanzionato il passaggio anche a meno di 4 secondi, basandosi sul principio che la multa è sempre valida purché venga rispettata la durata minima di sicurezza di 3 secondi.

Quando scatta davvero la sanzione

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La multa arriva quando l'auto oltrepassa la linea di arresto mentre il semaforo è già rosso, indipendentemente dalla presenza di un agente sul posto. Molti impianti di ultima generazione sono dotati di telecamere - i sistemi T-Red - che incrociano automaticamente l'istante del passaggio con il colore della luce. Questi dispositivi, però, non intervengono per il semplice transito col giallo: si attivano quando l'incrocio viene impegnato col rosso. Una contestazione per il solo giallo, invece, arriva in genere da un agente presente fisicamente. La sanzione è la stessa per il passaggio col rosso, regolata dall'articolo 146 comma 3. Gli importi vanno da 167 a 665 euro, con un aumento di un terzo se l'infrazione è commessa tra le 22 e le 7 - il minimo sale così a 222 euro - e la decurtazione di 6 punti dalla patente (12 per i neopatentati). In caso di recidiva nel biennio scatta anche la sospensione, da uno a tre mesi.

Come non incorrere nella multa

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Non serve attraversare l'incrocio per essere sanzionati. L'articolo 40, comma 5, del Codice della strada individua nella striscia bianca continua il punto oltre il quale scatta l'obbligo di fermata in presenza di un semaforo. Superarla con il rosso è già un'infrazione, anche se il veicolo si arresta subito dopo senza invadere le strisce pedonali o l'incrocio vero e proprio. Se invece l'auto arriva a occupare l'attraversamento pedonale o parte del crocevia, la sanzione prevista va da 42 a 173 euro, senza decurtazione di punti a meno che non si intralcino pedoni o altri veicoli. I consigli pratici restano pochi ma efficaci: avvicinandosi a un incrocio conviene moderare la velocità, così da avere margine per fermarsi non appena scatta il giallo. Va evitata anche la frenata improvvisa e ravvicinata al semaforo, che può mettere in difficoltà chi segue; allo stesso modo, accelerare alla vista del giallo non protegge dalla sanzione se si finisce comunque per attraversare col rosso. Le stesse regole valgono su strade poco trafficate o in orario notturno, quando peraltro gli importi delle multe sono più alti.

Fare ricorso: tempi e motivi validi

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Chi riceve un verbale può contestarlo per due vie: al Prefetto, entro 60 giorni dalla notifica, oppure al Giudice di pace, entro 30 giorni. Tra i motivi che possono portare all'annullamento della sanzione rientrano una durata del giallo inferiore alla soglia minima di sicurezza, un malfunzionamento dell'apparecchio elettronico o la mancanza della taratura e dell'omologazione richieste, immagini poco nitide che non permettono di identificare con certezza targa o posizione del veicolo, errori nel verbale stesso - come orario, colore della luce o corsia indicati in modo scorretto - oppure la dimostrazione che la manovra fosse necessaria per evitare un pericolo imminente, come il rischio di un tamponamento. In ogni caso chi presenta ricorso deve poter portare prove concrete: le immagini delle telecamere, comprese quelle di sorveglianza, possono giocare un ruolo decisivo sia a favore sia contro l'automobilista.

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