Panatta, l'ultimo italiano vincente a Roma: "Ma ora tocca a Sinner, io tra poco ho 100 anni..."

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La leggenda del tennis azzurro: "Jannik ha tutto per vincere sia gli Internazionali che Parigi

Elisabetta Esposito

Giornalista

17 aprile - 14:09 - MILANO

È sua l’ultima vittoria di un italiano agli Internazionali d’Italia, ormai 50 anni fa…, ma Adriano Panatta non ha dubbi: "Sarebbe pure ora di vederne altre, io tra un po’ ho 100 anni! E poi Jannik Sinner ha tutto per vincere sia a Roma che a Parigi". Alla presentazione di 'Un campione per amico', la manifestazione giunta alla 25a edizione di cui è ideatore e fondatore, Panatta non può fare a meno di parlare del nostro numero uno: "Montecarlo è un torneo importante, anche se Roma ha un altro sapore. Ma quel successo di Jannik è importante perché lui così prende fiducia, non che gli manchi, però ha battuto Alcaraz in finale, mica Zverev o Fritz. È chiaro che il suo cammino agli Internazionali dipenderà anche da come starà lo spagnolo, ormai solo loro due. A Montecarlo l’ho visto giocare in semifinale e finale, i meccanismi sulla terra battuta li ha recepiti molto bene, adesso ha meno difficoltà". E a chi gli chiede come si spiega il successo di tanti azzurri, risponde secco: "È un mistero. È successo, ma è chiaro che il movimento l'ha creato Sinner che, parliamoci chiaro, è un fenomeno assolutamente mondiale. Certi talenti nascono per merito di qualche maestro di tennis che individua un ragazzino che gioca bene, ci si dedica anima e corpo e lo fa crescere".

con i bambini

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Quindi si sofferma su 'Banca Generali - Un campione per amico', evento presentato stamattina al Salone d’Onore del Coni: "Per me è sempre una grandissima emozione poter attraversare l’Italia da Nord a Sud, incontrando migliaia di bambini e giocando con loro". Il progetto, in collaborazione con Sport e Salute, partirà il 22 aprile da Livorno per fare poi tappa in 12 piazze italiane, per trasmettere alle nuove generazioni l’importanza dell’attività sportiva. Con Panatta anche Andrea Lucchetta, Ciccio Graziani, Martin Castrogiovanni e Maurizia Cacciatori, pronti a coinvolgere oltre 10 mila bambini delle scuole primarie e secondarie di primo grado di tutta Italia. "A noi - continua Panatta - non importa se giocano a tennis, calcio, pallavolo o rugby, l’importante è che facciano sport e si divertano. Il nostro è un percorso in continua crescita che da questa edizione si avvale di un altro partner importante come Sport e Salute, con la quale condividiamo la visione di un’attività sportiva che sia di tutti, per tutti e con l’obiettivo di promuovere corretti e sani stili di vita. Vogliamo anche favorire attraverso il gioco, la condivisione, l’inclusione, l’accoglienza, il rispetto, tutti valori fondanti dello sport ma soprattutto della vita". È d’accordo l’a.d. di Sport e Salute Diego Nepi Molineris: "Questa iniziativa incarna in modo straordinario ciò che lo sport dovrebbe essere sempre: un bene comune, vivo, accessibile, capace di entrare nelle piazze e nella quotidianità delle persone. È qui che lo sport smette di essere spettacolo e torna ad essere comunità, incontro, energia condivisa tra generazioni diverse. Con il progetto 'Sport Illumina' stiamo andando esattamente in questa direzione: riportare lo sport al centro della vita delle città e delle persone, senza alcuna barriera economica o sociale".

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