La prestazione di Michael Olise nell'andata dei quarti di Champions, culminata con la vittoria per 2-1 del Bayern Monaco in casa del Real Madrid, ha rinfocolato l'interesse intorno al francese, affermatosi ormai come uno dei migliori esterni d'attacco del mondo. Tanto che il Liverpool avrebbe individuato in lui il sostituto ideale per Mohamed Salah, in procinto di lasciare il club.
Sarà però difficile che il Bayern decida di cederlo, dopo aver sborsato 60 milioni di euro al Crystal Palace nell'estate del 2024, una cifra all'epoca considerata eccessiva da molti commentatori. Ma oggi il 24enne mancino, papà nigeriano e mamma franco-algerina, con passaporto inglese ed appassionato di scacchi, vale almeno il doppio. Per la gioia dell'allenatore Vincent Kompany, che al termine della scorsa annata aveva commentato: "E' diventato uno dei nostri giocatori più importanti e non è un risultato scontato quando si è al primo anno in Bundesliga a questo livello".
Creatività e fantasia, le sue doti principali, erano emerse già in Premier, frenate però dai tanti infortuni muscolari. Gli allenamenti particolari ai quali é stato sottoposto all'arrivo dallo staff medico del Bayern sembrano aver risolto questi problemi, tanto che nella prima stagione ha realizzato 20 gol tra campionato e coppe (più 15 assist, risultando il migliore nelle classifiche di squadra, sia per duelli vinti che per occasioni create), unico giocatore del Bayern ad aver disputato tutte le 34 giornate. E quest'anno é già a quota 15 centri. Con Luiz Dias, Olise forma la coppia di ali più devastante d'Europa, come in Baviera non se ne vedevano dai tempi di Ribery e Robben. I due si integrano perfettamente. Il colombiano (prelevato la scorsa estate dal Liverpool per 75 milioni di euro) é tutta istintività, fulmineo, tecnico, velocissimo. Il francese é imprevedibile, elegante, con l'innata capacità di leggere in anticipo le reazioni dei difensori e saltarli. Il risultato di questa alchimia é un contributo importante di entrambi in termini di gol. Dias - a segno anche ieri sera - fino ad ora ne ha segnati 23, in 40 presenze.
Ma, soprattutto, è una pioggia di palloni serviti su un piatto d'argento ad Henry Kane. Ed il centravanti della nazionale inglese ringrazia come sa: 26 presenze e 31 reti in campionato, 10 e 11 in Champions, compreso quello che ha affondato il Real al Bernabéu, a inizio ripresa. Le rimonte dei Blancos sono diventate leggendarie, ma nel ritorno del 15 aprile Kompany punterà ancora sul suo trio letale per respingere l'assalto di Mbappé e compagni.
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