I rossoneri fuori tempo massimo a inizio partita e all'intervallo. I primi ritardatari? Maignan e Rabiot. Già 132mila euro di sanzioni. Ecco dove finiscono quei soldi e come vengono usati
Francesco Albanesi
8 aprile - 17:16 - MILANO
Uno scudetto il Milan ce l’ha già in cassaforte. Non si parla di trofei da alzare, ma di multe da pagare per eccessivi ritardi al momento degli ingressi in campo. Contro il Napoli, il Milan ha ricevuto un’ammenda di 25.000 euro per “aver ingiustificatamente provocato il ritardo di due minuti dell’inizio della gara e di tre minuti nel corso del secondo tempo; recidiva reiterata continuata”. Totale stagionale? 132.000 euro. L'analisi su com’è andato il primo tempo e la preparazione del secondo sono durate troppo. Ci sarà anche della scaramanzia? Un tocco di strategia? Probabilmente, un mix dei tre fattori. Sicuramente, Maignan e Rabiot sono tra i primi ritardatari. D’altronde, uno dei mantra di Max Allegri è “halma”. Ci sarà un motivo, no?
CONTO SALATO
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Classifica alla mano, il Como è la seconda squadra per multe pagate: un totale di “appena” 21.000 euro. Terzo il Napoli, insieme all’Udinese, con 8.000. Facile dedurre che, sotto questo aspetto, non c’è partita con il Milan. Un vizio - o abitudine, a seconda dei punti di vista - che si è visto in diverse sfide quest’anno: Lecce-Milan (4.000 euro), Milan-Bologna (5.000), Udinese-Milan (3.000), Milan-Roma (8.000), Milan-Verona (10.000), Fiorentina-Milan (10.000), Milan-Lecce (10.000), Roma-Milan (15.000), Milan-Parma (20.000), Milan-Inter (22.000), oltre all’ultimo Napoli-Milan (25.000). Bilancio? Sette vittorie, due pari e due sconfitte. Allegri di solito si prende fino all’ultimo il quarto d’ora dell’intervallo, e a volte i discorsi vanno per le lunghe. Ma succede anche prima di iniziarle le partite. Curioso il caso di Roma-Milan dello scorso gennaio, quando l’arbitro Colombo invita più volte Maignan a scendere dagli scalini dell’Olimpico (e quindi tutta la squadra) prima del fischio d’inizio: “Maignan, aspettiamo voi, siamo in ritardo”, urla Colombo. Mike ribatte: “Siamo in sei…”. La Roma è pronta e l’arbitro insiste: “Mike, come on”. E il francese: “Stai calmo”. All’andata a San Siro, stessa scena. E Mancini, con un sorriso, dice a Guida: “O multa, o partono sotto 1-0, decidiamo”.
PRECEDENTE MOURINHO
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Vedere una squadra ritardare l’ingresso in campo, però, non è una novità. A fine gennaio José Mourinho - anche se non c’è una versione ufficiale - pare abbia ritardato il secondo tempo in Benfica-Real Madrid per allungare l’orario finale, avere sotto controllo la classifica di Champions in tempo reale e regolarsi di conseguenza. Alla fine la sua squadra vincerà 4-2, con il gol del portiere Trubin al 97’ (decisivo per andare al playoff), quasi come se fosse tutto studiato. Anche se poi lo stesso Mourinho smentirà qualsiasi tipo di complotto: “Mi avevano detto che bastava il 3-2”. Nell’ottobre 2018 lo United venne multato di 15.000 euro per aver ritardato l’inizio della gara casalinga di Champions contro il Valencia, dopo essere arrivato con 45 minuti di anticipo all’Old Trafford invece dei 75 previsti dal regolamento Uefa. Mou dirà: “Il nostro pullman ci ha messo 45 minuti per fare 800 metri da dove alloggiavamo. Così sono sceso e ho camminato a piedi, felpa e cappuccio, fino allo stadio: nessuno mi ha riconosciuto”. Quella partita finirà 0-0. Nel 2023, la sua Roma fu multata di 10.000 euro dopo che i raccattapalle avevano rallentato il gioco in seguito al gol di El Shaarawy al 90’ contro il Monza. E ancora: nel 2020 il Tottenham fu sanzionato con 27.000 euro per aver ritardato l’inizio della gara di Europa League contro il Royal Antwerp. Insomma, strategie - vere o non vere - alla Mourinho.
LE MULTE IN CENE
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Ecco, Allegri non sarà ancora arrivato a farsi una passeggiata a piedi per San Siro, ma dietro alla cavalcata verso il ritorno in Champions del Milan, seppur in minima parte, ci sono anche questi ritardi. Ma non solo: Maignan che si allaccia i guantoni con estrema calma, portandosi dietro con cura l’asciugamano vicino alla porta; Rabiot che nel tunnel si sistema il codino; la passeggiatina lenta e pure sorridente di Leao... Insomma, se ai discorsi in spogliatoio si somma tutto questo, i 132.000 euro di multa iniziano a spiegarsi da soli. Dove finiscono? Beh, alla Lega, per lo più utilizzati per finalità sociali. Diverso il caso delle multe interne, quelle che la società dà ai giocatori che arrivano tardi all'allenamento oppure violano qualche regola di comportamento. Quei soldi, in parte, vanno… in cene. A febbraio tutto il Milan ha fatto un cenone di lusso all’Hotel Gallia di Milano, finanziato proprio con i “fondi multe”. Una settantina di persone tra calciatori, staff, magazzinieri e dirigenti. Il conto? Probabilmente non per deboli di cuore. Di una cosa Max Allegri può stare certo: andando avanti così, un buon vino toscano da quattro cifre può stapparlo senza troppi pensieri. Basta prenotare, ma in anticipo.










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