L'allenatore nerazzurro ha parlato così dopo il successo per 5-2 contro la Roma: "Non è stato facile giocare contro di loro, ma il secondo tempo è stato ottimo"
5 aprile - 23:39 - MILANO
Il miglior modo per risorgere. L'Inter rifila cinque gol alla Roma nel giorno di Pasqua e Chivu se la ride soddisfatto. Abbraccia Barella dopo il gol, ritrova un Lautaro sempre più capocannoniere con 16 gol e applaude all'uscita di Bastoni insieme a tutto San Siro e attende sereno il Napoli-Milan di Pasquetta tifando per un pari: il momentaneo +9 sui rossoneri lo tiene al sicuro. "Siamo felici e soddisfatti - ha raccontato a Dazn nel post partita -, vincere oggi era importante. Sono felice per Lautaro, Thuram, Barella, Calhanoglu, Dumfries, ma vale anche lo stesso per Luis Henrique, Diouf, Frattesi e quelli che oggi non sono scesi in campo". Soprattutto dopo due pareggi e un ko.
l'approccio alla partita
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Così Chivu: "Era ciò che avevo chiesto all'intervallo, ovvero approcciare al meglio il secondo tempo e chiudere la partita. E' ovvio che capisci ciò che succede in campo. Questa squadra dà segni di maturità. Magari nelle ultime gare, nella ripresa, ha avuto qualche calo, ma oggi ci siamo presentati con lo spirito giusto, essere dominanti e chiudere la partita". Nel primo quarto d'ora, dopo il gol del vantaggio di Lautaro, l'Inter ha avuto un minimo di difficoltà: "Non è facile andare a prendere alta la Roma, ha una doppia e una tripla ampiezza. Calhanoglu ha fatto un po' di fatica ad arrivare su Pisilli, che ha controllato il gioco all'inizio. Poi siamo riusciti a contenere il palleggio della Roma e abbiamo alzato i giri, andando a contendere un po' di più il pallone. Sotto questo punto di vista abbiamo fatto un ottimo secondo tempo".
IL CONTRARIO
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Chivu ha risposto anche alle domande riguardo il clima che si è creato intorno al calcio italiano: "Non ho la bacchetta magica, siamo tutti colpevoli. Parlo dei social, dei tifosi, a volte anche dei giornalisti. Piace la critica, piace esaltare le cose negative, e invece il calcio dovrebbe essere un gioco. A partire dai giovani. Siamo tutti colpevoli, dovremo cambiare un po' l'approccio a questo mondo e a questo bellissimo gioco che fa innamorare i bambini e i tifosi. Non invece chi gufa e chi spara... qualcosa che non si può dire".
La Gazzetta dello Sport
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