racconto
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Il club portoghese di seconda divisione è qualificato di diritto al girone unico europeo per l'incredibile vittoria della Taça de Portugal. Da un decennio non spende un euro per i rinforzi e per il trionfo si è inventato un museo generato dagli stessi tifosi: con la forza delle idee, ora punta a sfidare Juventus e Milan
Tra gli azulejos della chiesa di Sao Pedro e le spiagge dell'Oceano Atlantico, c'è chi si è trovato faccia a faccia con due potenziali miracoli: ne ha scelto uno, ma poi si è dovuto accontentare di quello che – a parole – aveva accantonato. La Torreense è di casa a Torres Vedras, cittadina che non arriva a 100mila anime a meno di un’ora da Lisbona, non vive la Primeira Liga dagli Anni Novanta e da oltre un decennio conclude ogni singola sessione di calciomercato senza mai spendere nemmeno un centesimo in trasferimenti. Nonostante ciò, a maggio ha sfiorato la promozione nella massima divisione portoghese e ha vinto la sua prima storica Taça de Portugal, la coppa nazionale. Dunque, ad agosto finirà nelle urne dell'Europa League insieme a Juventus e Milan pur continuando a battagliare nella seconda divisione del Portogallo. Ma non si parli di miracolo per i blaugrana...









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