Nella scuola di Kimi: "Scriveva sul banco che voleva vincere in F1. E quella volta che prese 10..."

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La professoressa di Antonelli racconta: "In classe era un modello. Una volta gli chiesi 'Ma non hai paura a 300 all'ora?'. E lui: 'Lo faccio da sempre, prof'"

Oscar Maresca

17 marzo - 13:17 - MILANO

Andrea Kimi Antonelli è seduto al primo banco. È il 15 settembre 2023, all’Istituto Gaetano Salvemini di Casalecchio di Reno è appena suonata la campanella del nuovo anno. La professoressa Alessandra Regina, docente di Economia Aziendale, entra in classe per conoscere gli alunni. La domanda è uguale per tutti: “Qual è il tuo sogno?”. Quando arriva il suo turno, Kimi risponde sicuro: “Vorrei vincere un Gran Premio in Formula 1”. Tre anni dopo, il giovane pilota della Mercedes ci è riuscito: il 19enne è diventato il secondo più giovane di sempre (dopo Verstappen) a trionfare. “Ho seguito la gara in Cina da casa, mi sono commossa insieme a lui – ha ammesso la professoressa Regina -. È stata un’emozione fortissima. Gli ho scritto un messaggio per complimentarmi. Adesso lo aspettiamo a scuola per festeggiare”. Il pilota classe 2006 ha terminato gli studi lo scorso giugno dopo aver sostenuto l’esame di maturità: “Era teso, al percorso scolastico ci ha sempre tenuto moltissimo. Nei viaggi in giro per il mondo portava con sé lo zaino e i libri. Ci scriveva per restare aggiornato sul programma e sulle materie da studiare. Durante la prova orale all’esame ha esposto alla commissione pure alcuni esempi relativi al marketing delle scuderie di Formula 1”.

Alla scuola, Kimi è rimasto legatissimo. 

“È passato a salutarci prima dei test in Bahrain. Ha abbracciato tutti i suoi ex professori e la dirigente Fausta Labidonisia. Io non c’ero, ci siamo sentiti al telefono. Mi ha raccontato dell’emozione di iniziare la nuova stagione e degli obiettivi da raggiungere”. 

Dal primo banco al gradino più alto del podio, se lo aspettava? 

“Ci speravo. L’ho conosciuto in quarta superiore: lui ha frequentato l’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing. Tre anni fa gareggiava in Formula 2, mi raccontava delle esperienze sui kart. Una volta, gli ho chiesto: ‘Ma non hai paura di superare i 300 km/h in pista?’. E lui: “Prof, lo faccio da sempre. Sono abituato’. È sempre stato straordinariamente sincero”.

 Eccelleva pure nelle verifiche? 

“Con il programma ministeriale dedicato agli studenti-sportivi poteva programmare interrogazioni e compiti in classe. Studiare con i suoi impegni non è stato facile, però Kimi ce l’ha messa tutta. In una verifica di Economia Aziendale dopo un gran premio dello scorso anno ha preso addirittura 10”. 

Insomma, uno studente modello. 

“Amava l’inglese, lo conosce alla perfezione. Anche nella mia materia se la cavava benissimo”. 

Però la matematica… 

“Ha raccontato che ‘non sarà mai il suo mestiere’ (ride, ndr). Riusciva a ottimizzare i tempi studiando durante i viaggi in aereo e nelle pause. Anche in classe aveva sviluppato una capacità di apprendimento rapidissima. Sui libri andava veloce, come in pista”.

Prima dei test in Bahrain Kimi è venuto ad abbracciare tutti i suoi ex professori 

L’ha mai sorpreso a ripassare i tracciati delle gare in F1? 

“Magari lo faceva durante l’intervallo, non si è mai fatto beccare da noi professori”. 

Insieme a tutta la classe siete stati ospiti di Kimi al GP di Imola nella passata stagione. 

“Gli amici erano felicissimi. Abbiamo scoperto il dietro le quinte del suo mondo: come funziona la vettura, i comandi, le riunioni con il team. Ci ha anche fatto fare il giro della pista”. 

L’esame di maturità è stato un altro traguardo importante. 

“Abbiamo organizzato una cena di classe, tutti insieme, ragazzi e professori. La 5G era un gruppo affiatato, Kimi ci teneva particolarmente al rapporto con i compagni. Quella sera abbiamo discusso di progetti per il futuro, lavoro, università”. 

Le ha dato qualche consiglio?

"Alle studentesse e agli studenti dico sempre di seguire i propri sogni e scegliere il percorso che più si avvicina alle loro passioni. Quando c’è voglia di fare, con costanza e impegno si può arrivare ovunque”. 

Kimi lo ha dimostrato a Shanghai. 

“Ci ha fatto emozionare, lo aspettiamo a scuola per festeggiare. Stavolta però niente interrogazioni”.

Quel sogno espresso tre anni fa si è finalmente avverato. 

“Il primo banco ha portato fortuna”.

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