(di Francesco Gallo)
"Ho due cuori, uno italiano e uno
russo, e mi fa molto male vedere questo distacco, a volte
forzato dall'Unione Europea". Sempre bellissima Natasha
Stefanenko nata nel 1969 negli Urali, allora Unione Sovietica, e
con una vita poi tutta italiana alle spalle tra cinema e tv,
ospite al Filming Sardegna Festival di Tiziana Rocca, si
racconta non dimenticando però la sua anima russa sofferente per
quello che sta accadendo.
"Sono tornata da poco dalla Russia e ho osservato che le
sanzioni hanno spinto il mio Paese ad organizzarsi. Prima nei
supermercati compravamo l'acqua o i formaggi italiani ed europei
per inerzia o sicurezza; oggi non ci sono più, ma hanno
sviluppato una produzione interna di altissimo livello, anche
grazie a esperti italiani che lavoravano lì da anni. Mia madre
stessa mi ha detto di non portare formaggi dall'Italia perché i
loro adesso sono buonissimi".
Che clima c'è oggi in Russia? "Il popolo è molto dispiaciuto,
sente il peso di fare una guerra con i 'fratelli' ucraini. -
dice l'attrice - . Nell'ex Unione Sovietica eravamo quindici
paesi, dopo l'università lo Stato ti mandava a lavorare ovunque.
Mia sorella, ad esempio, fu mandata in Ucraina e ci è rimasta
dieci anni. Siamo insomma tutti misti. Io ho un papà bielorusso,
una mamma russa e un cognome ucraino. Ogni famiglia ha un legame
stretto con l'Ucraina o la Bielorussia. È una situazione brutta
con cui purtroppo oggi conviviamo. C'è molta stanchezza, ci sono
ragazzi giovani che vanno a morire. A volte bisognerebbe mettere
da parte l'orgoglio mondiale, proprio come si fa tra marito e
moglie per poter convivere".
Si è sentita vittima di 'russofobia'? "No, non ho mai sbattuto
il muso contro un rifiuto diretto per questo motivo. Magari si
muove qualcosa sotto banco, non so, ma la verità è che mi vedono
molto come italiana. Sono qui dal 1993 e il popolo italiano mi
ha sempre accolta con un amore immenso. Non mi è mai successo
nulla di sgradevole per strada o sui social, se non tre o
quattro commenti di donne ucraine su Instagram. Il paradosso che
vedo da semplice cittadina è che la Russia dal punto di vista
economico cresce, mentre l'Italia soffre, ad esempio per i costi
pazzeschi del gas".
Al Filming Stefanenko ha portato un film che si chiama 'Se
stesso', una produzione di Angelo Antonucci diretto dalla
regista russa Ekaterina Hudinkich. "Interpreto una sorta di
guida turistica delle Marche e il protagonista invece è un
regista marchigiano che torna nella sua terra d'origine dopo
aver scoperto che gli mancano pochissimi mesi da vivere.
Nonostante il tema, non è un film drammatico".
E nel futuro?
"A breve inizierò a girare un documentario dove racconterò un
clamoroso fatto storico avvenuto a Urbino nel 1975. Allora ci fu
un furto pazzesco al Palazzo Ducale. Sparirono un capolavoro di
Raffaello e due di Piero della Francesca. All'inizio si pensò a
un grande complotto internazionale, invece fu un ladruncolo
comune. Era andato al museo con la fidanzata e, vedendo che lei
faceva gli occhi dolci davanti al quadro di Raffaello, decise di
farle un 'regalino' approfittando dei turni scoperti delle
guardie. Poi, visto che gli avanzava mezz'ora di tempo, prese
anche gli altri due dipinti. Giremo tutto in cinque giorni e
dovrebbe andare in onda in Rai" .
Si metterebbe alla prova con Ballando con le stelle?
"Mi chiamano da tantissimi anni, ma ho sempre detto no.
Ragazzi, io sono di legno, non sono una ballerina! Sono una
russa anomala: adoro il balletto classico e Čajkovskij, ma da
spettatrice".
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