Moda in luce 1955-1975, Roma capitale del glamour

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(di Agnese Ferrara) Un' altra epoca, quella della Roma degli anni Cinquanta e i Settanta, che dà ancora oggi linfa vitale al sistema della moda e del cinema. Un periodo in cui Roma era la capitale del glamour, della creatività, dell'industria cinematografica e dell'innovazione. Lo testimoniano le 150 fotografie, per la gran parte dell'Istituto Luce, i filmati rari e fino ad oggi non disponibili al pubblico e poi oggetti, tessuti e 27 abiti originali e per la maggior parte inediti creati da sarti e stilisti, atelier, sartorie e piccole botteghe che popolavano la capitale esposti alla mostra 'Moda in Luce 1955-1975 - Roma fra glamour e innovazione industriale', in corso dal 26 giugno al 15 novembre 2026 nella sede della Centrale Montemartini dei Musei Capitolini.
    Non mancano gli abiti di nomi leggendari della moda come Valentino Garavani (esposto l'abito 'fiesta' della sua prima sfilata del 1959, il modello 77 - il primo del colore rosso che divenne la nuance bandiera del brand), Karl Lagerfeld per Fendi, Federico Forquet, Sorelle Fontana, Giovanna Caracciolo-Carosa, Valentina Visconti, Irene Galitzine, Fernanda Gattinoni e ancora Roberto Capucci, Maria Antonelli, Patrick de Barentzen, Renato Balestra, André Laug, Emilio Federico Schuberth, Gabriellasport, Antonio De Luca, Angelo Litrico, Domenico e Agostino Caraceni, Pino Lancetti, Laura Biagiotti.
    "E' stata un'epoca di grande attivissimo e creatività, - ha spiegato in conferenza stampa Fabiana Giacomotti, giornalista e curatrice dell'allestimento e del volume-catalogo. - Un periodo storico in cui le major americane, dalla 20th Century Fox in poi, trasferirono molte produzioni e le loro star a Roma, potendo usufruire di una manodopera sì a basso costo ma altamente specializzata e preziosa ancora prima della nascita di Cinecittà, nel 1937. Era un mondo di sartorie, botteghe che si ritrovarono proiettati su passerelle, riviste e clienti del mondo diventando l' l'haute couture degli anni Cinquanta. Ancora oggi gli studios o le nuove realtà produttive come Netflix, si rivolgono alle sartorie romane come Annamode, Tirelli, Farani o le più recenti The One o D'Inzillo e a una Cinecittà rinnovata".
    "Cinecittà è presente con l'Archivio Luce che testimonia l'epoca con scatti e pellicole. Siamo nella Hollywood sul Tevere, nella Roma della 'dolce vita'. Immaginiamoci quindi la città che, nonostante le devastazioni della guerra, mette a disposizione maestranze specializzate e si riempie di star che a Cinecittà girano i grandi capolavori del cinema, - ha sottolineato Antonio Saccone, presidente Cinecittà. Nel percorso anche la sezione degli alba amicorum - segni di amicizia - che i sarti dedicavano a Angelo Litrico, tra questi Valentino, Emilio Pucci, Novella Parigini e Emilio Federico Schuberth, che testimoniano la grande collaborazione e stima che dimostravano tra loro i sarti dell'epoca. Sono incluse le fabbriche di tessuti e la chimica del periodo come Snia-Viscosa, l'industria del tessuto artificiale che aveva sede nella capitale.
    "Questa mostra è il secondo capitolo dell'esposizione 'Moda in Luce , 1925-1955' svolta a Palazzo Pitti a Firenze lo scorso anno. In attesa del terzo ed ultimo capitolo che allestiremo a Milano, città in cui il sistema della moda si è consolidato, - ha anticipato Giacomotti alla stampa. L'iniziativa, organizzata da Archivio Luce Cinecittà con il Ministero della Cultura è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Servizi museali: Zètema Progetto Cultura. Informazioni: centralemontemartini.org
   

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