Napoli, come si è passati da spendere 400 milioni in 3 anni a un mercato a saldo zero

5 ore fa 1

Nel recente passato, De Laurentiis si era spinto oltre, demolendo anche alcuni dei suoi principi per rimettere assieme i cocci del post scudetto di Spalletti. E ora ha stretto la cinghia...

Antonio Giordano

Collaboratore

21 agosto - 18:29 - NAPOLI

Sembra quasi un gioco da illusionista, questo c'è e questo non c'è, perché in realtà in un mercato a costo zero, il Napoli un bel po' di soldi li ha tirati fuori. Ma il calcio, mondo consumistico e terribilmente bulimico, brucia pure i ricordi e si impigrisce dinnanzi ad immagini anche recenti, ma comunque del passato. Ovunque, e verrebbe da dire comunque, c'è bisogno del nuovo che avanza, facce inedite strappate a suon di sterline o di euro o di qualsiasi moneta, incuranti di ciò ch'è stato appena l'altro ieri. Il Napoli ha investito assai moderatamente: prestito di un milione per avere Favasuli dal Catanzaro e obbligo di riscatto a sei, pagabili tra dodici mesi; e poi - in attesa dell'annuncio - tre milioni per Badiashile, eventualmente riscattabile a ventisette, dal Chelsea. Però prima, neanche tanto tempo fa, sempre il Napoli ha dovuto versare 44 milioni di euro al Manchester United, avendo dovuto completare l'operazione Hojlund; e con le stesse scadenze, ha dovuto riconoscere allo Sporting Lisbona sedici milioni e mezzo, la tranche necessaria per avere Alisson Santos completamente suo; ma c'era anche dell’altro, una rata dei ventisei milioni su 35 da concedere all'Udinese per Lucca. Poco meno di settanta milioni, ramificazioni dei mercati del recente passato, un triennio sfarzoso, in cui demolendo alcuni personali principi, De Laurentiis s'è spinto oltre, andando assai vicino ai quattrocento milioni di investimento, colmati dalle cessioni di Kvara e di Osimhen, 150 in due, che certo hanno portato danaro ma hanno inevitabilmente spogliato il patrimonio tecnico.

l'età dell'oro

—  

Nell'estate del 2025, quella del post quarto scudetto, il Napoli si è dato: Milinkovic-Savic (22) e Beukema (32), Gutierrez (20) e Lang (28), Lucca (35) e Marianucci (9), Alisson Santos (20), dieci milioni al lordo per la firma De Bruyne; e appena un anno prima Buongiorno (35), Gilmour (14), McTominay (14), Neres (30), Lukaku (30), Rafa Marin (12), una giostra attrezzata per rimettere assieme i cocci del 2023, campagna acquisti della quale ancora restano Cajuste (9) e Lindstrom (25). Ma questo è il calcio, che ogni tanto ha bisogno di tornare alle sane abitudini della massaia di Voghera e starsene dentro al proprio bilancio: avendo largheggiato anche in stipendi, qualcosa doveva essere sottratto, oltre al contratto di Lukaku (erano undici e mezzo). Manna ha fatto gli straordinari, qualcosa ha perso per strada - Juan Jesus ed Elmas - con Gutierrez ha fatto cassa (trenta milioni e plusvalenza niente male), ceduto Cheddira (4,5 al Frosinone), Zerbin e Hasa. Ad Allegri è stato chiesto di rivalutare chi s'è perso dentro nuvole di diffidenza - Lang, ad esempio, e anche Lucca - o chi invece è rimasto incastrato in infermeria - a lungo De Bruyne e anche Neres e con loro Anguissa - e comunque di dare un senso a quello spargimento di danaro. Qui non si butta niente.

Leggi l’intero articolo