Tra le numerose proposte di cui si discute sul nuovo Codice della strada in preparazione, un articolo fa riferimento all'intenzione di diminuire da tre mesi a quattro settimane il termine massimo relativo per la notifica dei verbali relativi agli accertamenti rilevati tramite dispositivi automatici. I dettagli
Armando Bavaro
24 agosto - 13:51 - MILANO
Notifica delle multe per eccesso di velocità fatte con l'autovelox entro 30 giorni? È un'ipotesi che contiene alcuni elementi concreti. Infatti all'interno del progetto di rinnovamento del Codice della strada, affidato al Governo nella legge 177 del 2024 e attualmente in fase di discussione presso un centinaio di operatori ed associazioni di settore, una delle proposte prevede un cambiamento dei tempi di notifica di una contravvenzione stradale. Stando a quanto emerge dalla bozza del ministero dei Trasporti, l'intenzione è quella di ridurre da 90 a 30 giorni il termine massimo per la notifica dei verbali relativi agli accertamenti rilevati tramite dispositivi automatici, come autovelox senza pattuglia, telecamere collocate nei pressi dei semafori e sopra i varchi che delimitano le zone a traffico limitato. Il principio che sta alla base di questa svolta, come evidenziato nelle note che accompagnano la bozza del testo, è che "in assenza di contestazione è corretto rendere edotto il trasgressore entro un termine ragionevole". Non solo, una ulteriore proposta allo studio del ministero dei Trasporti prevede che ancor più risorse derivanti dalle multe stradali, il 70%, venga investito per migliorare la sicurezza delle strade, mentre il restante 30% dovrà essere destinato all'ente accertatore per le attività di controllo e notifica.
la svolta
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L'eventuale riduzione dei tempi di notifica di un verbale costituirà l'ultimo passo di un processo iniziato più di 30 anni fa quando, con l'introduzione del "Nuovo Codice della strada", avvenuta il 1° gennaio 1993, e realizzato per sostituire il primo Codice redatto nel 1959, il termine massimo per la notifica del verbale di contravvenzione, destinato al proprietario dell'auto oggetto di una violazione accertata in assenza del conducente, era di ben 150 giorni. Questo limite massimo è rimasto in vigore per ben 17 anni prima che, nel 2010, il Parlamento, lo abbassasse agli attuali 90 giorni. Una svolta non da poco, ma che sembrava ancora decisamente lontana dai tempi, in una realtà dominata dalla pervasività della tecnologia e dei primi smartphone. Tuttavia, anche l'eventuale approvazione della proposta non costituirebbe un miglioramento completo del sistema: infatti, la riduzione del termine massimo a 30 giorni vale solo ed esclusivamente in caso di accertamento da remoto, ossia quando la violazione viene accertata, come detto, da apparecchiature elettroniche omologate installate in situazioni in cui non è prevista la contestazione immediata. Per quanto riguarda invece tutti gli altri casi, il termine resta di 90 giorni.









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