MotoGP, ci siamo: a Le Mans l'accordo Liberty-Costruttori? Si sblocca il mercato piloti

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Il weekend in Francia potrebbe quello delle firme per la distribuzione dei proventi tv e commerciali. Una rivoluzione tecnica ed economica che sbloccherebbe fra l'altro le firme di Acosta-Ducati, Bagnaia-Aprilia, Martin e Ogura con Yamaha

Massimo Falcioni

4 maggio - 16:21 - MILANO

Il prossimo round MotoGP in programma l’ 8-9-10 maggio sul circuito di Le Mans non è solo importante per l’evoluzione del campionato che dopo i primi quattro GP vede in testa le due Aprilia di Bezzecchi (101 punti) e Martin (90) davanti alla Ducati di Di Giannantonio (71), alla KTM di Acosta (66) e alla Ducati ufficiale di Marc Marquez (57). Ci sono ancora  nodi da sciogliere nei rapporti, in particolare quelli economici, tra organizzatori del Mondiale, team e piloti. 

si sblocca il mercato?

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Il weekend del GP di Francia potrebbe essere decisivo per la formalizzazione dell’accordo pluriennale tra MSEG (la ex Dorna oggi MotoGP Sports Entertainment Group) e MSMA (l’associazione dei costruttori: Ducati, Aprilia, Ktm, Yamaha, Honda). La mancanza di questo accordo fra MSEG e MSMA tiene ancora bloccato il mercato piloti anche se nel paddock si dà per scontato che ci sono contratti già firmati tra piloti e team, in particolare Acosta con Ducati, Bagnaia con Aprilia, Martin e Ogura con Yamaha, Quartararo con Honda. Mancano, però, gli annunci ufficiali. Perché?  

manca l'intesa

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Perché non c’è ancora l’intesa tra Case e società di gestione del campionato sulla distribuzione dei proventi televisivi e commerciali ai team. Di conseguenza, i Team non vogliono impegnarsi con i piloti finché non saranno definiti i budget disponibili per il prossimo quinquennio. Oltre all’aspetto finanziario, è in gioco anche il peso dei costruttori nelle decisioni sui futuri regolamenti tecnici. Ma - si dice nel paddock-, o si chiude l’accordo economico fra organizzatori e Team o tutto il resto rimane bloccato. Da una parte e dall’altra c’è però la convinzione che un accordo è vicino: si può fare, si deve fare. C’è anche chi dice che se la trattativa in corso non si chiude in tempi brevi, la scelta diventa quella di negoziazioni separate, anche perché più si va avanti così, più aumenta la spaccatura tra i Team. Una forzatura al limite del ricatto? Sarebbe comunque un errore, di cui poi tutti ne pagherebbero le conseguenze. 

verso una nuova motogp

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Non è una questione di lana caprina. In ballo c’è la nuova MotoGP, le sue prossime cinque stagioni, il suo futuro. Liberty Media, la nuova società che ha acquisito il controllo e la gestione del Motomondiale punta alla svolta per far crescere specificatamente la MotoGP sul piano del business, come già fatto con la F1 auto. Da qui il nodo da sciogliere è la ripartizione dei profitti. I Team sono decisi a superare il rapporto precedente, quello della “quota fissa” pur superiore all’attuale, puntando a una percentuale fissa dei ricavi, come per la F1. Liberty-Dorna pare oramai pronta a dire sì alle richieste dei Team anche se vuole un coinvolgimento più attivo di piloti e Team nell’azione complessiva del promoter iridato, in particolare sugli eventi commerciali, con i piloti nel ruolo di ambasciatori del marchio, come già avviene in Formula1. Quella F1 che, a livello mondiale, ha più del doppio dei fan della MotoGP, con entrate superiori di oltre l’80%del mondiale di motociclismo. Oggi, al motociclismo non mancano corse-show in pista. Manca l’immagine adeguata e la crescita di visibilità del prodotto a livello mondiale, oltre il giro di appassionati che arrivano ancora oggi in moto sui circuiti. Far crescere la MotoGP a livello globale aumentando fan, visibilità, ricavi. Così le entrate economiche della MotoGP possono aumentare assicurando anche ai Team (e a tutti i piloti e agli addetti del giro del motomondiale) una nuova e adeguata fetta di torta.

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