E-Prix Berlino 2026, le pagelle: Evans e Müller sugli scudi, Da Costa rimandato

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Il neozelandese del team Jaguar e lo svizzero della Porsche si spartiscono i maggiori onori nel doppio round della Formula E nella capitale tedesca mentre Wehrlein mantiene a fatica il comando della classifica. Grave errore per Dennis (Andretti), in ombra l'altra I-Type 7 di Da Costa

Adriano Bestetti

4 maggio - 17:18 - MILANO

Il doppio appuntamento dell’E-Prix di Berlino 2026, round 7 e 8 della stagione 12 di Formula E, ha confermato una volta in più quanto il mondiale delle monoposto elettriche sia emozionante e imprevedibile. Il grande pubblico radunato attorno al tracciato dell’ex aeroporto di Tempelhof ha infatti assistito a due gare piuttosto diverse: quella di sabato, con la sosta per il Pit-Boost e un solo Attack Mode, ha visto trionfare per la prima volta lo svizzero Nico Müller su Porsche; quella di domenica, con il format più classico delle due attivazioni, è stata conquistata da uno stoico Mitch Evans su Jaguar dopo una clamorosa rimonta. Ad accumunare le due imprese c’è però l’arguzia tattica di entrambi i piloti e dei loro rispettivi team, con un sempre costante (ma non particolarmente fortunato) Pascal Wehrlein su Porsche che conserva la testa alla classifica dopo averla temporaneamente ceduta, tra le due gare, a Edoardo Mortara su Mahindra.

Mitch Evans, Jaguar TCS Racing

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Voto 8,5. Il weekend di Mitch Evans a Berlino è iniziato con il clamoroso annuncio del divorzio dal team Jaguar Tcs dopo 10 anni di onorato servizio, un addio che in molti hanno collegato alle polemiche seguite al precedente E-prix di Madrid. In pista, però, l’asso neozelandese non si è lasciato distrarre, conquistando un prezioso 6° posto nella gara del sabato e, soprattutto, una sontuosa vittoria in quella della domenica in rimonta dal 17° posto in griglia, pesantissima sia per la classifica che per il morale. Gestione energetica impeccabile e freddezza nei momenti chiave, oltre che una strenua resistenza agli assalti finali degli avversari, sono state le sue armi principali per il trionfo nel round 8, secondo stagionale dopo quello nell'E-prix di Miami, risultato che gli permette di portare a quota 16 il suo record assoluto di vittorie in Formula E. Il bottino complessivo di punti che ha inoltre proiettato Evans al secondo posto solitario nella classifica piloti, a soli 3 puti da Wehrlein.

Nico Müller, Porsche Formula E

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Voto 8,5. L’intelligenza tattica è stata invece alla base della prima vittoria in carriera in Formula E di Nico Müller. Il pilota elvetico ha sempre dato prova di grande solidità, bazzicando costantemente le posizioni che contano, e nella gara del sabato ha sfruttato alla perfezione la girandola dei Pit-Boost per portarsi in testa e ritrovarsi con pista libera, situazione ideale per sfruttare al meglio il suo unico Attack Mode e staccare così definitivamente il resto del gruppo. Grande risultato per lui, ma anche per tutto il team Porsche nella propria gara di "casa". Müller non ha poi brillato particolarmente nel successivo round 8, chiuso al solo 13° posto e quindi al di fuori dalla zona punti, ma in classifica generale conserva comunque un buon quinto posto che lo mantiene ancora in corsa per il titolo.

Oliver Rowland, Nissan Racing

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Voto 8. In qualità di campione del mondo in carica della Formula E, Oliver Rowland è più che mai desideroso di centrare la sua prima affermazione stagionale con il numero 1 sul musetto della sua Nissan. Il britannico non ha centrato l’obiettivo a Berlino, ma ha dimostrato la sua concretezza portando a casa ben due podi: il terzo posto nel round di sabato e il secondo in quello della domenica, dietro solo alla Jaguar di Evans che era partito al suo fianco in nona fila e con tanto di punto extra per il giro veloce. Tutto ciò si traduce in un bottino di 83 punti in classifica, a 18 lunghezze da Wehrlein, che lo tiene pienamente in corsa per la difesa del suo titolo. L’appuntamento con la vittoria, probabilmente, è solo rimandato.

Pascal Wehrlein, Porsche Formula E

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Voto 7,5. Pascal Wehrlein è arrivato a Berlino da fresco capoclassifica del mondiale e con una certa pressione su di sé. Davanti al pubblico suo e della Porsche, che ha sfoggiato una speciale livrea “pig pink” in omaggio ai suoi primi 75 anni nel motorsport, il tedesco non è riuscito a centrare la sua prima vittoria nella capitale, ma ha comunque messo in chiaro di meritare il primato in campionato. Sabato le cose gli sono andate storte a causa della foratura di una gomma, la cui sostituzione è avvenuta in occasione del Pit-Boost ma, dato che il regolamento non consente di intervenire sulla vettura durante la ricarica, l’operazione ha richiesto un prolungamento della sosta che alla fine gli è costata un piazzamento a punti e, di conseguenza, la testa della classifica. Domenica però Wehrlein ha risposto da campione conquistato prima la pole position, con i 3 punti iridati ad essa annessi, e poi un terzo posto in gara, abbastanza per tornare a guardare tutti dall’alto in basso in classifica.

Edoardo Mortara, Mahindra Racing

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Voto 6,5. Anche a Berlino, Edoardo Mortara si è confermato tra i piloti più pragmatici in griglia, capace di adattarsi senza difficoltà ai due format di gara. Il quarto e il settimo posto messi a referto nelle due giornate dell’E-prix tedesco gli hanno infatti permesso di restare pienamente nei giochi per la rincorsa al titolo, a sole 8 lunghezze da Wehrlein, anche se nel frattempo tra i due si è intromesso un rampante Mitch Evans. Lo svizzero della Mahindra aveva iniziato bene il weekend assicurandosi i 3 punti della prima pole position, ma in gara ha poi perso in volata il duello con Rowland per l’ultimo gradino del podio. Tuttavia, grazie anche alle sventure di Wehrlein, questo piazzamento gli è bastato per trascorrere una notte da leader del mondiale. Ad ogni modo, una seconda gara senza particolari spunti, per altro iniziata dalla quinta fila, lo ha visto restare impelagato a centro gruppo dopo il valzer degli Attack Mode, perdendo così la possibilità di difendere il primato in classifica appena conquistato.

Nick Cassidy, Citroën Racing

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Voto 6+. Weekend a due facce per Nick Cassidy a Berlino. Dopo qualche battuta a vuoto di troppo negli ultimi round, che hanno fortemente ridimensionato le speranze di inizio stagione, il neozelandese della Citroën è sembrato aver finalmente ritrovato il bandolo della matassa nella giornata di sabato, battezzata con un buon quinto posto in qualifica e chiusa con un eccellente secondo posto in gara. La domenica era iniziata ancora meglio con un bel terzo posto in griglia, ma l’esuberanza di Cassidy non ha pagato in gara, prima con un contatto con De Vries che gli è costato diverse posizioni, e poi con un’entrata fuori misura sulla Envision di Sebastien Buemi che gli è costata una sosta ai box per sostituire l’ala anteriore. Risultato zero punti e sesto posto nella classifica piloti a -32 dalla vetta.

Sébastien Buemi, Envision RacIng

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Voto 6. Sébastien Buemi ha fatto vedere dei lampi di classe a Berlino con la sua Envision, ma ha peccato di continuità. Nella gara del sabato, complice una pessima qualifica chiusa al 18° posto, ha adottato una tattica attendista, mantenendosi nelle retrovie per risparmiare energia e ritardare quanto più possibile il Pit-Boost e l’Attack Mode: la strategia sembrava poter pagare, ma un surriscaldamento della batteria nella fase finale ha fatto naufragare la sua rincorsa alla zona punti. Il veterano svizzero si è però rifatto domenica con una esemplare rimonta dalla settima fila fino al quarto posto finale, risultato dovuto in buona parte alla scelta di sfruttare quasi per ultimo l’Attack Mode più lungo. Una volta terminato il regime di Long Course Yellow a due giri dalla fine, Buemi non ha trovato lo spiraglio giusto per soffiare il terzo posto a Wehrlein, ma ha comunque chiuso a meno di 2” dal vincitore.

Jake Dennis, Andretti Formula E

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Voto 5,5. Jake Dennis non ha particolarmente brillato nelle due gare di Berlino, ma il quinto e il sesto posto racimolati in terra tedesca hanno ribadito la sua concretezza in zona punti in attesa di un nuovo step prestazionale della sua Andretti. In entrambe le gare, il britannico avrebbe forse potuto fare qualcosa in più in termini di gestione energetica, ma l’errore più grave è stato fatto al sabato, quando Dennis non è riuscito per due volte a innescare il suo unico Attack Mode che avrebbe sicuramente aiutato la suo rincorsa al podio. L’ex-iridato detiene ora un dignitoso settimo posto nella classifica piloti di Formula E, anche se i fasti della vittoria nel round inaugurale di Sao Paulo appaiono decisamente lontani.

Zane Maloney, Lola Yamaha

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Voto 5,5. Non si può attribuire la piena sufficienza a Zane Maloney in virtù degli zero punti raccolti a Berlino, ma bisogna dare atto al pilota delle Barbados di aver messo in mostra degli importanti segni di vitalità. In qualifica si è segnalato per il settimo posto conquistato il sabato e il sesto conquistato domenica, in gara si è fatto vedere piuttosto battagliero nelle prime fasi di entrambe le gare, mettendosi anche davanti a tutti, prima di sparire nelle retrovie. Il team Lola Yamaha è in netta crisi di risultati e di gran lunga il meno competitivo in griglia (solo un punto fin qui conquistato, proprio da lui, nel primo round in Brasile), ma Maloney sembra meno rassegnato al ruolo di comprimario rispetto al compagno di colori Lucas Di Grassi, che proprio a Berlino ha annunciato l’addio alla Formula E a fine stagione.

António Félix Da Costa, Jaguar TCS Racing

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Voto 5. Dopo l’entusiasmante vittoria nel precedente E-prix di Madrid e le polemiche di contorno con il compagno di colori Mitch Evans, a Berlino ci si aspettava sicuramente di più da António Félix Da Costa. Il portoghese della Jaguar ha faticato a trovare ritmo e incisività per tutto il weekend, concluso con un solo punto messo in cascina grazie al decimo posto nella gara del sabato, quando è stato meno efficace di Evans nel seguire la strategia di squadra che prevedeva di navigare inizialmente nelle retrovie per risparmiare energia. Nella gara di domenica Da Costa sembrava aver il passo per lottare con i primi, ma una foratura nella seconda metà di gara, che lo ha costretto a un pit stop, lo ha poi relegato all’ultimo posto.

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