Milan, Gabbia: "Europa League non è un ostacolo, ma obiettivo. Leao? Giusto ognuno prenda le sue scelte"

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Il difensore rossonero sulla sua squadra: "Cardinale è ambizioso, Amorim ci chiede cose diverse. Abbiamo alzato l'asticella"

29 luglio - 12:09 - PERTH (AUSTRALIA)

La delusione per il finale della scorsa stagione non gli è ancora svanita di dosso, ma Matteo Gabbia ora si sforza di guardare avanti e vuole vincere. Rispetto a un anno fa, quando l’obiettivo era il quarto posto, Cardinale e Amorim in conferenza stampa hanno alzato l’asticella e questo non dispiace al difensore cresciuto nel vivaio del Milan che punta al massimo in Italia e in Europa League. 

Gabbia, se ripensa al 24 maggio e alla notte di Milan-Cagliari, cosa prova? 

"Quello è un ricordo negativo che ci ha fatto trascorrere un’estate ricca di delusione. Avevamo affrontato lo scorso anno con uno spirito positivo, cercando sempre di fare il massimo, ma all’ultima giornata non abbiamo centrato il risultato che volevamo. Adesso bisogna essere bravi a capire che quello è il passato e non si può più cambiare. Il calcio ci offre l’opportunità di iniziare un nuovo campionato, con nuove ambizioni e nuovi obiettivi. Perciò guardiamo al futuro con voglia e con il desiderio di lasciarsi alle spalle ciò che è stato". 

Che bilancio fa delle prime due settimane? 

"Sicuramente c’è stato un altro cambio rispetto alle stagioni precedenti e di conseguenza ci dobbiamo mettere a disposizione perché un allenatore nuovo ha le sue idee ed è giusto che noi calciatori facciamo il massimo per aiutarlo, per apprendere il suo credo nel minor tempo possibile. Il pre campionato ci aiuterà a conoscerci". 

È diverso per un difensore giocare un calcio offensivo e aggressivo come quello di Amorim? 

"Alcuni cambiamenti ci sono e alcune richieste sono diverse rispetto a quelle che eravamo stati abituati anche nelle ultime stagioni, non solo nella scorsa. Alla fine però dobbiamo cercare di vincere le partite perché siamo in un club che ha l’ambizione di fare sempre il massimo. A inizio campionato dovremo essere pronti e partire forte". 

Una delle principali richieste di Amorim è recuperare subito il pallone. Come ci si adatta? 

"È un qualcosa che va allenato, che va provato durante la settimana e poi in partita. Questa abitudine di andare a pressare alto non l’avevamo e sarebbe troppo banale pensare: 'I difensori devono stare venti metri più avanti'. Il lavoro va fatto tutti insieme, di squadra, con e senza palla".

Lo scorso anno si parlava di un Milan con l’obiettivo di rientrare tra le prime quattro. Ora l’obiettivo dichiarato è vincere la seconda stella. Le piace che l’asticella sia stata messa più in alto? 

"Penso di conoscere l’ambiente in cui sono e la società che rappresento. Chiunque indossi questa maglia ha l’obbligo di fare il massimo ovvero affrontare ogni partita per cercare di vincerla. Non si potrà sempre conquistare i tre punti, ma il nostro obiettivo deve essere quello di ottenere il meglio e toglierci belle soddisfazioni". 

Adesso Cardinale è molto presente e al raduno si è seduto vicino a lei. Quanto conta per voi avere la proprietà al vostro fianco? 

"Sicuramente è un qualcosa di importante. Cardinale è una persona molto ambiziosa e pretende anche da noi il massimo perché rispetto alle ultime stagioni vuole cambiare marcia". 

L’Europa League, giocata di giovedì, è un ostacolo per la corsa al campionato oppure... 

"L’Europa League non è assolutamente un ostacolo, ma un obiettivo. Avere una competizione in più, alla quale puntare, è positivo. Al Milan non si può scegliere, ma bisogna arrivare a maggio nelle condizioni di provare a vincere. E l’unico modo è vincere, fin dall’esordio in campionato del 23 agosto a Torino". 

Da compagno di reparto, com’è Mario Gila? 

"Un ottimo ragazzo e una bella sorpresa perché si è presentato a Milanello molto bene: porta felicità e positività all’interno del gruppo. In più è un bel calciatore che abbiamo sfidato tante volte in Serie A e del quale tutti conoscono il valore. Siamo contenti di averlo con noi". 

Oggi a Perth arriva Leao. Da compagno e da tifoso del Milan si augura che rimanga? 

"Voglio molto bene a Rafa perché abbiamo condiviso un percorso lungo tanti anni nei quali ci sono state gioie e anche dispiaceri. Penso che abbia dato tantissimo a questa squadra e tutti qui gli vogliono bene. Poi ognuno è giusto che prenda le sue decisioni: le persone che rimangono al Milan devono farlo dando la priorità alla società e alla squadra. Sono sicuro che Rafa, finché sarà qui, farà il meglio per questo gruppo". 

Tra pochi giorni invece... riecco Modric. 

"Luka è un giocatore e una persona speciale. Siamo tutti contenti che sia rimasto. Sono sicuro che ci aiuterà a disputare una bella stagione. È un professionista incredibile e ha qualcosa di magico, difficile da spiegare. A me ha dato insegnamenti che vanno anche oltre il calcio: a quarant’anni è ancora curioso di imparare e di migliorare. Non l’ho mai sentito dire a un tecnico: “No, non sono d’accordo, preferisco fare così”. Non si pone mai sopra gli altri e questa penso che sia una lezione incredibile: se non lo fa lui... Alza il livello all’interno della squadra e ci aiuterà parecchio".

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