Lo spagnolo, nove volte iridato, racconta alcuni retroscena della sua convalescenza: “Se svolgo attività come giocare a padel o lanciare sassi nel fiume per tre giorni, mi fa male il lato destro”. E torna sulla rivalità con Valentino
Federico Mariani
8 gennaio - 11:59 - MILANO
Per Marc Marquez è il momento della Throttle therapy, letteralmente la “terapia dell’acceleratore”. Sui social il pilota Ducati ha usato questa definizione ironica per annunciare la ripresa degli allenamenti in moto dopo il grave infortunio alla spalla destra, patito durante il Gran Premio d’Indonesia. Lo spagnolo sta intensificando la preparazione in vista del Mondiale MotoGP 2026. Tuttavia i recenti acciacchi hanno lasciato il segno. Marquez ne ha parlato nel corso di un’intervista concessa a La Sexta. E non è mancato un nuovo accenno alla faida senza fine con Valentino Rossi.
INFORTUNI marquez
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Il ritorno in sella segna un passo avanti importante, ma non la fine delle sofferenze per Marc: “Sono sempre stato una persona che convive con il dolore. Ma se dormo sul lato destro, so che mi farà male. Inoltre se svolgo attività come giocare a padel o lanciare sassi nel fiume per tre giorni, sono consapevole che sentirò dolore. Ho una tolleranza alta. Questo aspetto è stato utile in diverse occasioni, ma in altre circostanze mi ha sicuramente danneggiato. A volte pensavo che un acciacco non fosse poi così grave”. Poi Marquez ha aggiunto: “Ogni infortunio prevede tre fasi. Nella prima ci si sente devastati, nessuno può dare una consolazione: quest’anno, pur avendo vinto il titolo, ho passato tre settimane a casa isolato. Il dolore fa arrabbiare, sfogandosi con i propri cari. Poi c’è la seconda fase: tutti cercano di frenarmi. L'ultimo momento riguarda la pazienza: vorrei salire in moto, anche se non potrei”. Marc ha ammesso di aver imparato qualche lezione: “Le cadute insegnano quali sono i limiti e fanno rispettare il rischio. È un tabù, ma una volta a casa ci si rende conto del danno subito”.
marquez e valentino
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Nonostante il recente infortunio, nel 2025 Marquez ha raggiunto Rossi nel numero di titoli iridati vinti, ben nove. Con l’italiano i rapporti sono inesistenti da 10 anni. Lo spagnolo ha glissato l’argomento: “Vivere con il risentimento è molto difficile. Non voglio che i miei tifosi serbino rancore. Preferisco che risparmino le energie per applaudirmi. In occasione del mio infortunio, è stato un altro pilota a ostacolarmi. Ha commesso un errore, ma nessuno lo fa intenzionalmente: siamo sempre al limite, ma, a volte, la gente non lo capisce”. Un riferimento alla richiesta fatta ai propri fan dopo il contatto con Marco Bezzecchi in Indonesia.
futuro
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Infine il nove volte iridato ha immaginato i prossimi passi, compreso il ritiro: “La cosa più difficile per un atleta è capire quando e come fermarsi. So che mi ritirerò per colpa del mio corpo”. Il pilota è un lavoro tanto speciale quanto rischioso. Marc ha ammesso: “Non mi piacerebbe vedere ipoteticamente mio figlio praticare questo sport. Sono molto protettivo, il mio cognome non lo aiuterebbe. La gente direbbe che è arrivato fin lì grazie alla famiglia. Meglio un pallone da calcio, una racchetta o qualsiasi altra cosa”.







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