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L'ex azzurro: "La sfida di esibizione in Corea è il primo test dopo la preparazione. Jannik vuole incrementare ancora il ritmo degli scambi, Carlos cerca continuità e fluidità nel colpo di inizio gioco"
come recita una celebre pubblicità, diffidate delle imitazioni. Le esibizioni, si sa, non possono certo pretendere di assumere la dignità di partite vere, perché mancano il pathos dell’agonismo, la ferocia del duello da dentro o fuori e l’importanza del risultato. Eppure, rispetto ai due precedenti del Six Kings Slam in Arabia, l’appuntamento di domani mattina in Corea tra Sinner e Alcaraz si distingue senza dubbio per la tempistica e quindi si riveste di un significato diverso, fermo restando che quando si sfidano i due più forti giocatori del mondo nonché i dominatori assoluti del circuito diventa un eufemismo parlare di clima amichevole. La partita di Seul rappresenta per entrambi il primo test dopo la preparazione invernale e soprattutto si gioca a una settimana dagli Australian Open, lo Slam dei desideri: Jannik inseguirà il terzo trionfo di fila, Carlos quel successo che a Melbourne gli è sempre sfuggito. Insomma, non sarà un esame universitario, ma fornirà le prime risposte sulla loro condizione e sul lavoro fatto durante la pausa.








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