La madre-agente del centrocampista oggi al Marsiglia si era lamentata per cori e striscioni contro il figlio in occasione della sfida sul campo del Psg. "Prima o poi tutto si paga"
Alessandro Grandesso
1 aprile - 14:10 - PARIGI
Aveva già alzato il tono, indignata dagli insulti subiti durante l'ultimo Psg-Marsiglia. Offese andate oltre ogni limite che hanno tirato in ballo persino l'ex marito, morto dopo una lunga malattia. E dopo il messaggio social del figlio Adrien, Veronique Rabiot ha promesso battaglia in tribunale per le ingiurie apparse sugli spalti contro il centrocampista formato al Psg e ormai giocatore di riferimento del Marsiglia. Un tradimento per i tifosi che l'hanno preso di mira, con offese anche ai familiari. Così la madre e agente del francese ha deciso di lanciare pure una petizione, per sensibilizzare l'opinoine pubblica e chiedere un calcio più rispettoso, di tutti.
valori
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“Oggi – si legge sul sito della petizione sottoscrivibile da chiunque – mi esprimo non solo come madre, ma anche come cittadina affezionata ai valori di rispetto, dignità e giustizia”. Veronique Rabiot insiste sul fatto che si concepisca lo sport come uno spazio di passione, di fervore e rivalità, ma non certamente come un terreno legittimo per umiliare pubblicamente una persona o la sua famiglia. “Da troppo tempo – scrive Rabiot – gli stadi sono teatro di insulti mirati, personali e umilianti: cori, striscioni e messaggi di odio non sono una tradizione dei tifosi sono violenze verbali, spesso sessiste, razziste e diffamatorie che non hanno posto nella nostra società né tanto meno negli stadi”.
richieste
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Da qui l'idea di una raccolta di firme per chiedere l'applicazione delle regole già esistenti, sanzioni più efficaci, chiarezza da parte delle istituzioni sportive e mediatiche. E anche la protezione delle famiglie dei giocatori: “E' una battaglia che va oltre la mia situazione personale – conclude Rabiot – riguarda tutti. Dobbiamo difendere un calcio di passione e rispetto, perché mai una madre, un padre, una sorella o un fratello diventi oggetto di insulti”. La madre di Adrien nei giorni scorsi aveva annunciato azioni legali, puntando il dito anche contro il presidente del Psg, Nasser Al Khelaifi, a suo avviso corresponsabile del trattamento subito da Adrien durante la partita, insultato sugli spalti e durante tutta la gara, con offese rivolte a tutti i suoi familiari. Lo stesso giocatore, il giorno dopo l'incontro dopo aveva postato un messaggio sui social, chiamando in causa direttamente il qatarino: “La classe non si compra, e prima o poi tutto si paga”.