Malattia e longevità: un test del sangue svela la nostra età biologica

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La ricerca

Un test ancora sperimentale fotografa la previsione del rischio per 11 organi di sviluppare una patologia da qui a 10 anni: su Nature Medicine la scoperta dell’università di Stanford

di Redazione Salute

15 giugno 2026

  EPA/SHAHZAIB AKBER   EPA

EPA/SHAHZAIB AKBER EPA

«Misurando migliaia di proteine in campioni di sangue prelevati da oltre 60.000 persone, abbiamo creato degli “orologi” molecolari per stimare la velocità di invecchiamento cellulare. Le nostre analisi dimostrano che i diversi tipi di cellule invecchiano a velocità differenti all’interno della stessa persona. L’invecchiamento accelerato di specifici tipi di cellule è associato a un aumento del rischio di malattie, mentre un invecchiamento più lento di altri tipi cellulari è correlato a protezione e maggiore sopravvivenza».
Così il gruppo di ricercatori dell’Università di Stanford, guidato da Hamilton Oh, spiega su Nature Medicine come un’analisi del sangue - al momento un test sperimentale ma secondo gli scienziati commercializzabile da qui a tre anni - che dal cervello al cuore fino al fegato e ai polmoni e all’intestino è in grado di calcolare età biologica e longevità di 11 organi e a prevedere il rischio che sviluppino una malattia entro 10 anni.

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La ricerca

Punto di partenza della ricerca è il fatto che ogni organo invecchia in tempi diversi e la scommessa è riuscire a individuare le spie di questi cambiamenti. Per riuscire a individuarli, i ricercatori di Stanford hanno analizzato i dati relativi a 44.498 persone tra 40 e 70 anni, raccolti nella banca britannica dei dati genetici UK Biobank, nella quale sono stati raccolti campioni di sangue e cartelle cliniche aggiornate di circa 600.000 individui nell’arco di 17 anni.

Conta la storia clinica

Su questa base sono state individuate nel sangue quasi 3.000 proteine, alcune delle quali può essere ricondotta all’attività di un singolo organo, in particolare cervello, muscoli, cuore, polmoni, arterie, fegato, reni, pancreas, sistema immunitario, intestino e tessuto adiposo. Combinando questi dati con la storia clinica degli individui, i ricercatori sono riusciti a determinare i valori medi di ogni proteina in funzione dell’età delle persone e a vedere come questi dati specifici si discostino tra persone della stessa età.

Più longevi se il cervello è “giovane”

Questi dati hanno permesso di misurare l’età biologica di ciascuno degli 11 organi per verificare eventuali legami con malattie. Uno dei dati più interessanti riguarda il cervello, vero custode della longevità: «Se hai un cervello vecchio, hai una maggiore probabilità di mortalità. Se hai un cervello giovane, probabilmente vivrai più a lungo», ha spiegato Tony Wyss-Coray, uno degli autori dello studio. Fra i partecipanti allo studio, uno su quattro presentava più di un organo estremamente invecchiati o giovane.

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