Meloni ad Evian, focus su Ucraina e Medio Oriente

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E' il suo quarto G7 e la prima occasione di rivedere Donald Trump dopo le tensioni - e gli attacchi del presidente Usa - degli ultimi mesi. Giorgia Meloni arriverà a Evian-les-Bains nel tardo pomeriggio, dopo avere rinsaldato ulteriormente i rapporti con la sua nuova "amica" Sanae Takaichi, che riceverà nella cornice di Villa Pamphilij a Roma. Ma sarà la cena dei leader in programma in serata sulla sponda francese del lago Lemano - deserto e blindato - l'appuntamento più delicato della giornata. Perché nel formato standard, prima di aprire le sessioni dei giorni successivi a tanti invitati a partire da Volodymyr Zelensky, i leader delle sette economie più industrializzate si confronteranno subito sulle questioni più spinose, dalla postura da mantenere sull'Ucraina al ruolo nel garantire la sicurezza dello stretto di Hormuz.

Ammesso che arrivi l'attesa firma di un primo protocollo di pace tra Usa e Iran. All'ora di cena non si hanno notizie di contatti tra la premier e The Donald, che prima di partire per la Francia festeggia i suoi 80 anni alla Casa Bianca (altri leader, Zelensky compreso, hanno fatto sapere di averlo chiamato per l'occasione). I due non hanno più parlato direttamente, stando almeno alle cronache ufficiali, da parecchie settimane. Nei tre giorni del summit ci potrebbe essere l'occasione per un faccia a faccia, anche se al momento non è in programma un vero e proprio bilaterale. Ma ci sarà l'occasione di confrontarsi "con tutti", assicurano fonti italiane, ribadendo che per la premier resta fondamentale "l'unità dell'Occidente" ma questo non toglie che dica quello che pensa "in modo chiaro e diretto" quando è necessario, sempre pensando in primis a "difendere gli interessi nazionali", come ama ripetere lei stessa.

Allo stesso modo Meloni tornerà a ribadire ai partner del club dei Grandi che c'è necessità di elaborare risposte "efficaci", che moltiplicare i formati può non corrispondere a questo obiettivo e che sui dossier meglio sarebbe che la Ue parlasse "con una voce sola", a partire da quello ucraino. Possibile che Meloni rilanci anche la proposta di un mediatore europeo per Kiev, questione che sarà affrontata tra pochi giorni anche al Consiglio europeo a Bruxelles. Molto dell'andamento del summit di Evian dipende comunque dagli sviluppi sull'Iran. Tra gli italiani c'è cautela, si aspettano i "fatti" prima di lasciarsi andare a valutazioni e commenti. Roma comunque ha dato da tempo la disponibilità all'invio di cacciamine nello Stretto di Hormuz ma, ancora non ci sono le condizioni necessarie, ossia un cessate il fuoco, una situazione di sicurezza e il mandato parlamentare.

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