Il pilota è stato scavalcato da Alex Márquez nella considerazione della scuderia e il suo ruolo rischia di essere ridimensionato. Tardozzi: "Pecco è un campione, ma deve tornare a dimostrarlo"
Massimo Falcioni
27 novembre - 11:47 - MILANO
Il weekend conclusivo del Mondiale MotoGP a Valencia, con l’appendice dei test del 17 novembre sul circuito Ricardo Tormo, già in proiezione 2026, hanno segnato uno spartiacque nel rapporto tra Ducati e Pecco Bagnaia. Il 2025 si è rivelata una stagione travagliata e sottotono per il due volte campione del mondo della classe regina, e, nonostante un contratto “sostanzioso” ancora in essere che lo lega a Ducati fino al termine del 2026, la prospettiva di un mondiale ancora problematico sotto il profilo tecnico-sportivo è decisamente concreta. C’è, innanzi tutto, il ridimensionamento del ruolo di Bagnaia nell’ambito del processo di sviluppo delle nuove moto prospettatogli, alla fine di questa stagione, dalla Direzione di Ducati Corse, che ha scelto di promuovere Alex Márquez come pilota Factory a tutti gli effetti. Evidentemente, a Borgo Panigale, il minore dei fratelli Marquez è considerato un riferimento tecnico più affidabile, rispetto a Pecco, per lo sviluppo della GP26 e in generale del nuovo prototipo che verrà schierato, a partire dalla stagione 2027.
ridimensionamento
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Questo “passaggio di consegne” - secondo indiscrezioni della stampa iberica e voci nel Team della Rossa - pare essersi concretizzato, informando direttamente il pilota piemontese, già alla vigilia dei test di Valencia. Una decisione in parte anticipata dalle parole inequivocabili pronunciate dal team manager Davide Tardozzi, dopo l’ultimo weekend di gare: “Bagnaia è un campione, ma deve tornare a dimostrarlo. Non è normale vedere Pecco nelle posizioni in cui è stato durante questa stagione. Ducati ha fatto davvero di tutto per dargli la giusta confidenza, ma lui non l'ha trovata e adesso siamo con le spalle al muro. Anche a Valencia, si è lamentato della mancanza di feeling. Le soluzioni di quest'anno non erano lontane da quelle del 2024, ma Bagnaia ha sempre avvertito qualcosa di diverso e non siamo riusciti a trovare il modo per farlo sentire meglio. La MotoGP di oggi ha un livello così alto che se non sei al 100% non puoi vincere. Siamo però fermamente convinti che il problema non sia legato al motore e, infatti, anche nei test abbiamo continuato a lavorare sulla specifica di quest'anno".
bilancio
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Pesa senza dubbio la stagione fortemente deludente appena conclusa da Pecco, sul piano delle prestazioni e dei risultati, con quattro successi su 44 gare disputate tra sprint Race e Gran Premi. Le spiegazioni fornite dal pilota in merito alla mancanza di feeling, sostanzialmente non hanno convinto Ducati, e non solo alla luce dei risultati ottenuti da Marc Márquez, capace di vincere e dominare il mondiale, anche senza aver disputato le ultime 9 corse in programma. L’incapacità di Pecco di adattarsi alla GP25; la sfiducia complessiva dimostrata verso il progetto di moto messo in pista da Gigi Dall’Igna per la stagione appena conclusa; la continua richiesta di modifiche, adattamenti specifici, e la decisione di voler fare anche affidamento - praticamente in toto - alla configurazione 2024. Tutti elementi che, secondo Ducati - nel loro insieme - hanno impedito al pilota di seguire una linea di sviluppo univoca e precisa e di immagazzinare, nel corso dei mesi, un feedback “solido” e “consolidato” per potersi approcciare al meglio alla guida della nuova MotoGP di Borgo Panigale. A livello “ambientale” il box Ducati ha inoltre, inevitabilmente, risentito di questa situazione di crisi “cronica”, con un clima interno sempre più pesante e con un livello di comunicazione, tra squadra e pilota, sempre più problematico e sempre meno redditizio.
mercato piloti
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A questo punto, per il pilota piemontese, l’esperienza agonistica con Ducati, pare essere davvero giunta al capolinea. La posizione di Pecco, sul mercato piloti - in ottica 2027 - si inserisce nel quadro di una serie di possibili movimenti che potrebbero riguardare diversi “top riders” tra i nominativi più altisonanti e “pregiati” della griglia di partenza, il cui contratto in essere andrà a scadenza al termine della prossima stagione. Il Mondiale 2026 della Moto GP prenderà il via tra poco più di tre mesi, ma, paradossalmente, le case e i team lavorano già sotto traccia in vista del 2027. La casa più attiva in questo momento è Aprilia, che dopo un finale di stagione sugli scudi, pare aver già avviato i contatti per assicurarsi uno dei piloti “top” che andrebbero a svincolarsi alla fine del prossimo anno, ovvero Fabio Quartararo. Il campione del mondo MotoGP 2021 potrebbe infatti decidere di lasciare Yamaha dopo un 2025 alquanto deludente sotto il profilo della competitività della M1 e dopo tutto lo scetticismo mostrato, finora, verso il nuovo progetto V4, ancora tutto da verificare in termini di competitività. Parallelamente, per la casa di Noale, potrebbe concretizzarsi un accordo con il team VR46 per l’assegnazione di due RS GP, alla cui guida il team di Valentino Rossi cercherebbe di portare in primis Pedrito Acosta - già corteggiato da Honda - magari con la “suggestione” di Davide Brivio - ora in forza al team Trackhouse, in veste di Team Principal - che tornerebbe a collaborare con Valentino Rossi dopo gli anni trascorsi insieme in Yamaha. Nei confronti del ventunenne spagnolo, KTM sta già cercando di esercitare pressioni per un rinnovo contrattuale che al momento pare difficile, con il giovane talento iberico intenzionato a cambiare… cavallo, nonostante la prospettiva di inserimento economico-sportivo da parte del colosso cinese CF Moto, intenzionato a rilevare la struttura corse della casa austriaca. Non solo. Acosta potrebbe rientrare anche nei piani di Ducati, qualora Marc Marquez, anche lui in scadenza di contratto a fine 2026, decidesse di non rinnovare con Ducati, optando magari per un ritorno a “casa” Honda - soprattutto qualora si concretizzasse per lui il decimo alloro iridato. Il cambio tecnico-regolamentare MotoGP che riguarderà la stagione 2027 potrebbe generare un “rimescolamento” negli equilibri degli attuali rapporti di forza tra i vari costruttori, e anche il neo iridato, potrebbe valutare di approdare nuovamente in HRC, la cui moto ha mostrato notevoli progressi nella stagione appena conclusa, grazie soprattutto al nuovo “corso” di sviluppo progettuale avviato dal neo direttore tecnico Romano Albesiano. Riguardo agli scenari dei prossimi sviluppi di mercato per Bagnaia, più che per un ingaggio in VR46 nell’ambito del possibile “sodalizio” tra Aprilia e la società , Pecco pare seriamente in lizza per sostituire Fabio Quartararo in Yamaha; nell’ambito del “parterre” di piloti messo in pista dalla casa del Diapason - tra team Factory e squadra Pramac - Bagnaia potrebbe costituire con Toprak Razgatlıoğlu una inedita coppia, anche abbastanza “assortita” e complementare sotto il profilo delle differenti caratteristiche tecnico-agonistiche. Al cospetto del probabile “valzer di selle” e del ventaglio di ipotesi di trattative che andrebbero a concretizzarsi, in vista del 2027, resta una certezza fondamentale. Alcune operazioni potrebbero già concludersi nella prossima primavera: le case impegnate non vorranno trovarsi impreparate e in ritardo nel programmare una stagione 2027 che si annuncia “rivoluzionaria” per la nuova MotoGP all’insegna di motori 850 cc, dell’eliminazione degli abbassatori, della drastica riduzione del carico aerodinamico e dell’avvento del nuovo “gommista” Pirelli. Insomma, per la MotoGP una rivoluzione tecnica annunciata che potrebbe cambiare le carte in tavola.










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