Il bilancio dei primi correttivi impostati dal nuovo tecnico è positivo ma c'è ancora tanto da lavorare
La reazione sul campo c’è stata, la prestazione un po’ meno. Ma lo stesso Igor Tudor, nel post match di Juventus-Genoa, ha ammesso che dopo appena tre giorni di lavoro non c’era da pretendere molto di più. Il tecnico è entrato a gamba tesa alla Continassa e ha cambiato già diversi aspetti tattici, riportando qualche giocatore nella sua posizione abituale o comunque più funzionale nello sviluppo del nuovo modulo. Ma la percezione è che l’abito cucito addosso a questa Juve sia ancora tanto migliorabile, quantomeno per mettere a proprio agio gli uomini chiave della rosa.
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La mossa Nico Gonzalez a tutta fascia ha convinto. L’argentino ha giocato una delle migliori partite da quando è arrivato a Torino: ha perso qualche pallone ma è rimasto sempre in gara gestendo al meglio le due fasi, mantenendo un buon ritmo fino al momento della sostituzione. Un impatto positivo che avrà seguito: l’esterno può dare una grande mano anche in termini di personalità, sottraendo spazio a Weah che potrebbe garantire freschezza sul lungo periodo del match. L’altra chiave che ha dato un buon riscontro immediato è la difesa a tre, che ha ripristinato quella solidità perduta nelle due sconfitte costate caro a Thiago Motta. Ma anche lì qualcosa si potrebbe correggere ancora, in particolare nella posizione di Federico Gatti.
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C’è da scavare nel passato del difensore per spolverare le radici del suo rapporto con Javorcic, l’uomo che cura la tattica nella nuova composizione dello staff tecnico bianconero. Nella stagione 2020-21, infatti, Gatti viveva la sua prima stagione da professionista alla Pro Patria e in panchina c’era proprio l’attuale vice di Tudor. Ebbene, quella squadra giocava col 3-5-2 (molti principi tornerebbero utili anche alla Juve di oggi) e Federico veniva schierato da braccetto sinistro, così da mettere qualità col lancio lungo tenendo il suo piede dentro al campo. Un accorgimento che potrebbe tornare utile anche ora, così da liberare il posto sulla destra a Kalulu e tenere il potenziale ballottaggio in mezzo fra Kelly e Veiga in attesa di Bremer.
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La priorità massima però resta Koopmeiners, che Tudor ha assicurato di voler recuperare in poco tempo. Il 3-5-2 potrebbe dargli la possibilità di rientrare in effetti in una posizione più consona alle sue caratteristiche, in modo da partire di qualche metro più indietro e avere più spazio di manovra in fase offensiva. Ciò consentirebbe anche a Yildiz di muoversi con maggiore libertà alle spalle del centravanti (Vlahovic, per caratteristiche, sarebbe più funzionale di Kolo Muani) e soprattutto all’olandese di mettere in risalto le proprie qualità di ricerca dello spazio in zona porta. Un correttivo che potrebbe spingere definitivamente la Juve al salto di qualità nel finale di stagione, ritrovando compattezza ed equilibrio nelle partite decisive.