La pioggia di soldi che ha stravolto il basket Ncaa. E, a cascata, quello europeo

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 Dame Sarr #7 of the Duke Blue Devils shoots the ball against the UConn Huskies during the second half of a game in the Elite Eight of the 2026 NCAA Men's Basketball Tournament at Capital One Arena on March 29, 2026 in Washington, DC.   Emilee Chinn/Getty Images/AFP (Photo by Emilee Chinn / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)

L'introduzione del Nil, che permette alle università di pagare i giocatori, ha spinto molti talenti a lasciare i nostri campionati ma anche a rimandare l'approdo in Nba. I casi di Sarr, Niang ed Ellis

Giorgio Burreddu

Collaboratore

4 maggio - 16:26 - MILANO

Follow the money, e quando ti sbagli? Non ci voleva un segugio per capire che il mondo del basket è cambiato, basta con i soliti romantici. I soldi - money -, però, portano dritto all’università. Anzi, al college. Al di qua dell’Oceano, dal nostro piccolo punto di osservazione, cosa si vede? Si vede Saliou Niang, 21 anni, 2 metri, 86 chili, ala, giocatore della Virtus Bologna, azzurro in rampa di lancio, fare le valigie e andare a inseguire l’american dream. Per 5 milioni di dollari. Non in Nba, ma in Ncaa. Giocherà in Louisiana. Per anni lo sport universitario americano è stato raccontato come un mondo a colori, invidiato da tutti, a metà tra formazione, appartenenza e sogno verso il professionismo: borse di studio, campus, palazzetti pieni, allenatori-padri, rivalità storiche, la possibilità per un ragazzo di cambiare vita grazie al talento. Dimenticatelo.

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