Il presidente Fib, Roberto Favre: "Investire sui giovani è uno stimolo a proseguire con ancora maggiore determinazione per rafforzare il ruolo delle bocce". La conferma da Pertusio e Busca, dove si sono appena celebrati i campionati italiani societari giovanili di Volo e Pétanque
13 luglio - 16:53 - MILANO
Se nella vostra testa le bocce sono ancora quel passatempo statico da dopolavoro, con i pensionati all’ombra dei platani e le discussioni sul millimetro, siete completamente fuori strada. Aggiornate il software. Oggi le bocce parlano la lingua della Gen Z, hanno l'adrenalina dei millennial e si giocano a ritmi da veri atleti.
l'agonismo
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L’ultima conferma, nitida e rumorosa, è arrivata dai campi di Pertusio e Busca, dove si sono appena celebrati i campionati italiani societari giovanili di Volo e Pétanque. Chi si aspettava timidezza ha trovato agonismo puro. Nel Volo ha trionfato il Quadrifoglio, laureatosi Campione d'Italia Under 18, mentre tra i più piccoli dell’Under 12 a fare festa è stata l’Enviese. Poco distante, la Pétanque ha incoronato i suoi piccoli re della precisione. Scene da finale vera: maglie sudate, lacrime di gioia, abbracci di squadra e lo scudetto cucito sul petto a undici o dodici anni. La verità è che il ricambio generazionale non è un caso isolato, ma un’onda verde strutturata. Dietro l'exploit di questi ragazzini c'è il lavoro silenzioso di una federazione (la FIB) che ha capito come parlare ai nativi digitali.
virata social
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Basta farsi un giro sui canali social della Federazione per capire il fenomeno: video di accosti millimetrici montati con le canzoni trend di TikTok, meme sui millimetri contestati e hashtag fissi. I ragazzi hanno preso uno sport antico e lo hanno customizzato a loro immagine. Anche le immagini da Pertusio postate dagli atleti stessi dicono tutto, con i giocatori U12 e U18 che posano con la coppa gigante e le medaglie tra i denti, esattamente come i campioni del calcio o delle Olimpiadi. Cambia l'età dei protagonisti, ma la fame di vittoria è la stessa.
FUORI DAI BOCCIODROMI
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Diverse le chiavi del successo, ma sicuramente la capacità di uscire dai circuiti tradizionali sta ripagando il duro lavoro fatto. Progetti come "Bocciando si impara" hanno portato la disciplina direttamente sui banchi di scuola, trasformandola in un esercizio di coordinazione e logica geometrica. E i risultati si vedono nei bocciodromi estivi, da Belgioioso fino allo stage federale di Trento, presi d’assalto da adolescenti che scelgono la terra battuta al posto dei pixel di un videogioco. A certificare la bontà del percorso è il Presidente della FIB, Roberto Favre, che fin dal suo insediamento ha spinto per un movimento proiettato al domani: "Questo exploit è il frutto di un percorso costruito con passione e con il lavoro di squadra di tutta la Federazione sul territorio — spiega il numero uno della FIB—. Investire sui giovani è uno stimolo a proseguire con ancora maggiore determinazione per rafforzare il ruolo delle bocce. Non guardiamo indietro: da qui comincia un cammino insieme per dare a questa disciplina un futuro sempre più unito, forte e moderno".
sport inclusivo
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Cosa ci trovino i ragazzi in uno sport tradizionalmente "senior" è presto detto: è una sfida di nervi e millimetri. Per fare una bocciata servono la coordinazione di un tiro da tre nel basket, la freddezza di un cecchino e una tenuta mentale che pochi altri sport stampano in faccia a un adolescente. Lo smartphone resta in tasca per ore, sostituito da una socialità reale, dove un quindicenne e un veterano di settanta possono fare squadra alla pari. La meglio gioventù delle bocce è qui, ha braccia forti, mira infallibile e ha appena iniziato a fare rumore.
La Gazzetta dello Sport
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