L'ingegnere milanese ha annunciato la sua partecipazione al durissimo giro del mondo in solitario senza scalo. Sarà affiancato da Mapei
Maurizio Bertera
2 aprile - 16:29 - MILANO
Era scritto nella già brillantissima carriera che Ambrogio Beccaria, il miglior velista italiano oceanico della sua generazione (ha 34 anni) decidesse prima o poi di affrontare il Vendée Globe, il durissimo giro del mondo in solitario senza scalo. Lo farà nella prossima edizione, con partenza prevista in novembre 2028, affiancato da Mapei, multinazionale che da tempo è al fianco dello sport e segue l'ingegnere milanese da tre anni. Beccaria ha iniziato a farsi notare nel circuito della grande altura con le imprese nella classe Mini 6.50, vincendo nel 2019 la prestigiosa Mini Transat. Poi è passato nel 2022 alla Class 40, dove ha raccolto ottimi risultati a partire dalla Route du Rhum. Ora si sale di livello anche con la barca che è una Classe IMOCA 60, le F.1 oceaniche dotate di foil, che consentono velocità incredibili. La sua si chiamerà "Allagrande Mapei", per mantenere il "brand" nato ai tempi delle prime avventure. "È merito dei marinai di La Spezia che mi prendevano in giro quando preparavo il Mini nel porto: da milanese, non facevo che rispondere "alla grande" quando mi chiedevano come andava. E loro hanno finito per salutarmi regolarmente allo stesso modo", ricorda.
beccaria al vendée globe
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Il punto di partenza della sfida è ovviamente l'imbarcazione che è quella con cui il francese Thomas Ruyant ha vinto la Transat Jacques Vabre nel 2023 e preso parte all'ultimo Vendée Globe, chiudendo settimo. Supportato da Ruyant stesso, Beccaria si servirà dell'ex-Vulnerabile per "prendere la mano" su una classe che per lui è nuova. "Ho scelto questa barca rivoluzionaria perché è molto marina e riesce a sviluppare anche medie di velocità sulla lunga distanza. È dotata di due paia di foil e non vedo l'ora di testarli entrambi per capire le differenze", spiega. A luglio, il varo con la nuova livrea vagamente nerazzurra (non a caso è tifoso dell'Inter) a Lorient che sarà la base tecnica del team composto da una ventina di persone, in gran parte francesi. Poi entro fine anno i primi test agonistici: la The Ocean Race Europe (partenza il 10 agosto), che è una sorta di tour lungo le coste di mezzo Continente con una sosta a Genova ai primi di settembre, e la storica transatlantica "en double" Transat Café l'Or (partenza 26 ottobre), dove si punta al successo. "Nel 2023, sulla stessa rotta, vinsi nei Class 40 e Ruyant negli IMOCA 60: faremo di tutto per ripeterci, visto che questa volta gareggiamo insieme", promette il velista milanese.
il sodalizio beccaria-mapei
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Se Mapei non ha rivelato il budget preciso per l'operazione che richiede in ogni caso milioni di euro, in compenso l'azienda appare molto coinvolta in un progetto che - come nelle corde di Beccaria - prevede molta attenzione per la sostenibilità dell'intera campagna e la salvaguardia del mare. "Uno dei nostri obiettivi è sensibilizzare il pubblico sull'impatto ambientale di tante nostre scelte quotidiane, raccontando come cambiano i mari attraverso le avventure in barca", spiega. La sfida di Beccaria al Vendée Globe non è peraltro l'unica per la vela oceanica italiana. L'ex-olimpica Francesca Clapcich ha annunciato da poche settimane la sua campagna, che si servirà utilizzata da Malizia-Seaexplorer. "Sono felice, è un bel messaggio per tutto il movimento: ma siamo già accasati con due team diversi che hanno partecipato all'ultima edizione, quindi non ha senso collaborare". Si parte subito con la parte concreta della campagna, modificando la vecchia barca alle esigenze e ai desideri del nuovo skipper. "Per prima cosa, sto mettendo mano alla cucina - sottolinea Ambrogio -: Thomas si limitava a un fornelletto, io voglio almeno utilizzare una pentola a pressione…".