L'Iran ai Mondiali? Sì, ma in Messico: "Gli Usa non garantiscono la nostra sicurezza"

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Il presidente Trump nei giorni scorsi ha detto di non ritenere "appropriata" la presenza del Paese asiatico al torneo iridato "per la loro vita e sicurezza". La replica di Taj, numero 1 del calcio di Teheran: "Stiamo negoziando con la Fifa lo spostamento". Ma non è facile....

17 marzo - 13:25 - MILANO

L'Iran sta cercando di ottenere lo spostamento delle partite della Coppa del Mondo Fifa dagli Stati Uniti al Messico. La partecipazione della nazione mediorientale al torneo di quest'estate in Nord America (Usa, Messico e Canada) è stata messa in dubbio dopo che Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi aerei contro Teheran, che ha poi risposto con attacchi contro basi statunitensi in altri paesi del Golfo. 

la replica a trump 

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La scorsa settimana il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato di non ritenere "appropriata" la presenza dell'Iran ai Mondiali di calcio, "per la loro vita e sicurezza". Ora, il presidente della federazione calcistica iraniana, Mehdi Taj, ha detto che una delle soluzioni prese in considerazione è quella di spostare le partite della squadra in Messico, paese che ospita congiuntamente il torneo insieme al Canada e appunto agli Usa. "Dato che Trump ha esplicitamente dichiarato di non poter garantire la sicurezza della nazionale iraniana, certamente non ci recheremo in America" ha dichiarato Taj sull'account X dell'ambasciata iraniana in Messico. E a cnora: "Stiamo attualmente negoziando con la Fifa per far sì che le partite dell'Iran ai Mondiali si svolgano in Messico". 

fattibilità

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Tuttavia, spostare le partite della nazionale iraniana a meno di quattro mesi dall'inizio del torneo in questa fase avanzata sarebbe logisticamente difficile, soprattutto considerando che l'Iran potrebbe comunque finire per giocare negli Stati Uniti la fase a eliminazione diretta se dovesse superare la prima fase del torneo. Al momento, disputerebbe tutte e tre le partite negli Stati Uniti, le prime due a Los Angeles contro Nuova Zelanda e Belgio e la terza a Seattle contro l'Egitto.

La Gazzetta dello Sport

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