L'appello dei vescovi all'Europa: 'Lavori unita per la pace'

3 ore fa 1

  Nel giorno della Conferenza sulla sicurezza di Monaco e nell'imminenza del quarto anniversario della guerra in Ucraina (il 24 febbraio), quattro capi di grandi episcopati europei, il cardinale italiano Matteo Zuppi, quello francese Jean-Marc Aveline, il presidente della Conferenza episcopale tedesca mons. Georg Baetzing e quello della Conferenza polacca, mons. Tadeusz Wojda, uniscono la loro voce per un appello ai "cristiani" d'Europa.

  "Viviamo in un mondo lacerato e polarizzato da guerre e violenza. Molti nostri concittadini sono angosciati e disorientati. L'ordine internazionale è minacciato. In questa situazione, l'Europa deve riscoprire la sua anima per poter offrire al mondo intero il suo indispensabile apporto al 'bene comune' ", invocano. "L'Europa non può essere ridotta a un mercato economico e finanziario - scandiscono i quattro capi di episcopati -, pena il tradimento della visione iniziale dei suoi padri fondatori. Nel rispetto dello stato di diritto e rifiutando le logiche esclusiviste dell'isolazionismo e della violenza, opterà per la risoluzione sovranazionale dei conflitti, scegliendo meccanismi e alleanze adeguati. Dovrà essere sempre pronta a riprendere il dialogo, anche in casi di conflitto, e adoperarsi per la riconciliazione e la pace. L'Europa è chiamata a ricercare alleanze che gettino le basi per un'autentica solidarietà tra i popoli".

 I presuli si richiamano direttamente ai Padri fondatori dell'Europa, Robert Schuman, Konrad Adenauer e Alcide De Gasperi, che "ispirati dalla loro fede cristiana, non erano ingenui sognatori, ma gli architetti di un edificio magnifico, seppur fragile". L'allarme per i quattro, nell'appello inedito e rilanciato oggi con evidenza anche dai media tedeschi, affonda le radici nella "tragedia omicida della Seconda Guerra Mondiale" che "mise in guardia la generazione fondatrice dell'Europa dalla tentazione dei regimi totalitari".

 Zuppi, Aveline, Baetzing e Wojda puntano il dito contro "il nazionalismo" che "per perseguire obiettivi egemonici" non può che avere come "esito" la guerra. I presuli citano Alcide De Gasperi quando affermava che 'il nazionalismo esacerbato è una forma di idolatria' poichè colloca "la nazione al posto di Dio e contro l'umanità", ma, avvertono, "l'Europa unita non è nata contro le patrie, ma contro i nazionalismi che le hanno distrutte".

 "Nonostante i numerosi movimenti euroscettici in diversi Paesi del Continente - rimarcano -, gli europei si sono riavvicinati gli uni agli altri, soprattutto dopo l'inizio della guerra in Ucraina. Un quadro internazionale sta morendo e uno nuovo deve ancora nascere. Il mondo ha bisogno dell'Europa. È questa l'urgenza che i cristiani devono far propria per potersi poi impegnare con decisione, ovunque si trovino, per il suo futuro con la stessa viva consapevolezza dei padri fondatori".
   
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Leggi l’intero articolo