L'oro nel biathlon a Milano-Cortina protagonista anche al Festival si racconta: "Ad Anterselva nel 2022 arrivai 93esima, poi la crisi dello scorso anno. Ho regolato il mio conto. Fra 4 anni sfiderò le francesi a casa loro"
Estasi Vittozzi. Il primo oro olimpico nel biathlon regalato all’Italia, la chiusura da portabandiera, il Festival di Sanremo, Verissimo tra le lacrime: Lisa è in una bolla di felicità mentre già incombe il ritorno in Coppa del Mondo in Finlandia a Kontiolahti, da giovedì. Ha visto il buio, ha rischiato il ritiro, ha ritrovato se stessa, ha trionfato ai Giochi in Italia. La friulana si racconta così.
Lisa, ha detto grazie anche alla musica?
“A me piace un sacco, perché in tutta la mia vita ha sempre avuto una parte. Il Festival l’ho sempre seguito e mi fa un certo effetto quel palco. Ho gusti abbastanza particolari: Marracash è il preferito. E sul palco di Sanremo ho conosciuto Achille Lauro...”.
Lei lo show vero lo aveva fatto ad Anterselva. Nel giorno dell’oro è arrivata mimando un balletto.
“Sono scaramantica, ma stavolta non avevo riti. Sono andata un po’ fuori dai miei schemi. Per la staffetta mista, però, ho ascoltato per la prima volta musica prima della gara. Di solito non lo faccio mai perché mi fa pensare troppo. Ma quella domenica l’ho ascoltata perché sapevo cosa mi aspettava con tutto quel tifo, non volevo essere distratta dalle emozioni. La staffetta d’argento è stata la gara più difficile. Per l’oro ho fatto quel balletto perché mi è venuto spontaneo. Poi ho fatto la classica mossa ripetuta tutta la stagione: è stata scambiata per un inchino, in realtà era una fenice”.
Come Brignone, Lollobrigida e Fontana anche lei racconta una storia di resilienza e risalite. Lisa ha sfiorato l’abisso.
“Sì, abbiamo una storia dietro questi ori. Ognuna ha il proprio percorso, caratterizzato da tante difficoltà e condividerlo con loro è molto bello”.
Nel 2022 ad Anterselva in Coppa del Mondo si classificò 93esima. Come ha ribaltato la sua vita?
“Stavo vivendo un periodo molto difficile, non guardai la classifica, ai Giochi ero consapevole che avevo un conto in sospeso con Anterselva. Ero pronta”.
Bassi e alti: come si convive con i contrasti estremi?
“Vincere una medaglia d’oro olimpica in casa ha un peso diverso, ha valore doppio, essere stata la prima italiana è motivo di grande orgoglio, inaspettato. Mi godo questo momento, sempre cercando di essere me stessa. Non sono mai cambiata negli anni con il successo e non lo farò ora ma sicuramente mi godo tutto”.
Anche perché ha davvero sofferto tanto soprattutto nel 2025 per quel mal di schiena che non le dava tregua.
“Quando sei dentro a quelle situazioni, speri che non ti accadano più, però penso che tutte le cose succedano per un motivo. Ero sicura che dalle difficoltà sarebbe nato qualcosa di bello, quindi per il futuro mi auguro che non succeda più, però so sempre come affrontare le cose. Adesso mi auguro di poter solo sorridere”.
Ha saputo gestire e superare i problemi personali e affrontare un’Olimpiade in casa.
“Un traguardo partito da lontano: il percorso fatto mi ha migliorato nella vita. Mi sono conosciuta scoprendo un’altra Lisa. Nella mia storia spero di aver contribuito ad aiutare qualcuno. Quando sei in un vortice, serve fermarsi per un esame di coscienza. Gestire le pressioni, le paure... Ho battuto me stessa: il problema ero io, il mio malessere non condizionato dalle avversarie. Ho dimostrato che Lisa poteva farcela. Sono orgogliosa di me”.
Ora cos’ha in programma: vacanze, magari il matrimonio?
“Sicuramente una vacanza. Dopo l’oro mondiale e la Coppa del Mondo ho staccato per stare in una baita, con i soli rumori della natura. In vacanza cerco solo la pace”.
Che regalo si farà?
“Un tatuaggio, anche se il mio compagno Marco non sarà d’accordo. Ma ogni momento importante della mia vita, positivo o negativo, me lo sono tatuato”.
Col suo fisico da modella ora salirà in passerella?
“Sono timida per sfilare davanti a troppa gente”.
Dove andrà il suo biathlon?
“Spero si veda di più in tv”.
C’è un complimento speciale che ha più gradito?
“Non era ancora finita la gara che Alberto Tomba mi aveva già scritto: grande! Il mio mental coach e tutte le persone che mi hanno visto raggiungere il traguardo mi hanno scritto parole bellissime”.
I miei problemi nel 2025? Penso che tutte le cose succedano per un motivo. Ero sicura che dalle difficoltà sarebbe nato qualcosa di bello"
E le lacrime di sua madre, davvero speciale?
“È stato super emozionante averla lì, nel giorno più importante. Penso abbia pianto tutto il giorno, lei mi ha visto nel momento più difficile”.
Da portabandiera a Verona cosa ha provato?
“Me la sono troppo goduta, era un’esperienza nuova e inimmaginabile. Un onore. Ogni momento della cerimonia è stato bellissimo”.
C’è chi teme che dopo Dorothea Wierer si ritiri pure lei: ha vinto tutto, proverà a trovare la motivazione per battere le francesi a casa loro nel 2030?
“Potrebbe essere un obiettivo. Abbiamo sempre combattuto in questi anni contro le francesi, atlete da battere: 4 anni sono lunghi ma il tempo passa veloce e mai dire mai. Sono tutti preoccupati che mi ritiri, non succederà. Voglio godermi almeno un altro anno...”.









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