Il Milan, la Champions e quei 100 milioni in ballo: il confine sottile tra obiettivo e incubo

1 ora fa 1

Allegri alla vigilia del Sassuolo aveva quantificato in questi termini il fiume di denaro in ballo sul mercato estivo a seconda della qualificazione europea o meno

Marco Pasotto

Giornalista

4 maggio - 18:52 - MILANO

Bei tempi - viene da pensare in questi giorni di vacche magre - quando per arrivare in tripla cifra sul mercato era sufficiente immaginare la teorica quotazione del cartellino di Leao. Adesso a Casa Milan per mettere insieme 100 milioni in entrata occorre impilare tutta una serie di fattori. Il primo dei quali è ovviamente la qualificazione in Champions. Volendo fare una media che probabilmente non si discosta molto dalla realtà, parliamo di una parola che Allegri, dal raduno di luglio a oggi, avrà pronunciato - a stare stretti - almeno cinquecento volte. Un'ossessione che deriva dalla missione, perché la prima cosa - ovvero l'unica non negoziabile - chiesta dalla proprietà nel momento in cui l'ha riportato a Milanello, è stata chiudere il campionato in uno dei primi quattro posti. Dove primo è sicuramente bello, anzi bellissimo; ma dove secondo, terzo o quarto è imprescindibile. E quindi in una scala di priorità viene prima di tutto.

introiti

—  

Alla vigilia dello sprofondo di Reggio Emilia, Max ha chiarito perfettamente il motivo per cui qualificarsi alla prossima Champions è la sine qua non: "Sposta di cento milioni il mercato". Certo, non è un automatismo: raggiungere l'obiettivo non significa che quella cifra venga trasferita dai conti Uefa a quelli rossoneri. Ma gli introiti garantiti dal governo del calcio europeo permettono di gestire gli investimenti sul mercato con una certa tranquillità. In termini di partecipazione pura, parliamo di una sessantina di milioni a cui poi aggiungere gli incassi da botteghino e i premi legati ai singoli risultati. Non basta sicuramente per arrivare a cento, ma è la propulsione vitale a cui aggiungere i proventi dalle cessioni, che nel caso del Milan sono destinati a comporre l'altra voce importante nella liquidità di cassa.

mix

—  

Nell'ambito di queste riflessioni, le problematiche maggiori sono due. La prima è la sgradevole eredità di questa stagione senza Europa che ovviamente ha avuto (e avrà) un impatto sui virtuosismi di bilancio, sebbene il club abbia adottato tutte le contromisure possibili per mitigarlo. La seconda è che la rosa di quest'anno ha bisogno di miglioramenti profondi. Strutturali. In termini numerici e in termini di qualità. Occorre aumentarla di 4-5 unità e, soprattutto, occorre che arrivino giocatori pronti. Come ha sottolineato Allegri, è corretto pensare a un mix di uomini esperti e prospetti di buon livello da far crescere ma, osservando il gruppo attuale, ci sono zone del campo oggettivamente non all'altezza per affrontare le difficoltà di una Champions sempre più competitiva. Tutto questo ha un prezzo, e non è un prezzo basso. Insomma, anche se arriveranno i proventi Uefa, servirà comunque un certo equilibrismo per non fare il passo più lungo della gamba finanziariamente. La scorsa estate il club rossonero spese 165 milioni in entrata, incassandone 160 in uscita. La stella polare di base resta questa, magari in termini un po' meno stringenti potendo contare sui milioni Uefa. Sono loro che spostano, come sa bene anche Allegri.

Leggi l’intero articolo