Il dolore in allenamento, gli esami, le onde d'urto, poi la rinuncia a New York: ma cos'ha Sinner?

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La cronaca del percorso che ha portato Jannik a dover rinunciare allo US Open a causa di un dolore al ginocchio: ora la priorità è evitare accelerazioni che possano trasformare una infiammazione gestibile in un problema più complesso

Federica Cocchi

Giornalista

21 agosto - 17:24 - MILANO

Tutto era iniziato con un doloretto durante gli allenamenti di preparazione per il Masters 1000 di Cincinnati. Nulla che impedisse a Sinner di allenarsi fino a che, con l'aumentare del dolore, è stata fatta la scelta di lasciare Montecarlo per un blitz a Milano, alla Physioclinic, e farsi visitare dal dottor Melegati, fisiatra di grande esperienza che in passato ha lavorato anche con il Milan dello scudetto di Allegri e con la nazionale di rugby. 

sinner e la rinuncia a cincinnati

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Nulla di preoccupante ma che aveva reso necessario il ritiro da Cincinnati, dove difendeva la finale del 2025. C'era la necessità di monitorare con attenzione la situazione e di procedere senza forzare i tempi. Sinner nelle ultime due settimane si è sottoposto a regolari controlli al J Medical di Torino, dove lo staff ha seguito l'evoluzione dell'infiammazione e impostato il programma di recupero. Il lavoro è proseguito tra terapie e sedute mirate, con l'obiettivo di ridurre il fastidio e recuperare piena sicurezza nei movimenti. Tra i trattamenti effettuati ci sono state anche le onde d'urto, utilizzate nell'ambito del lavoro fisioterapico sull'area interessata.

come sta sinner e quando rientra

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Il punto centrale, però, era la risposta del ginocchio al ritorno progressivo all'attività sul campo dove, dopo una prima fase di risposta molto positiva, pare che il n.1 al mondo abbia avuto qualche problema nei movimenti e la fiducia nell'appoggio. Il ginocchio sta meglio ma non gli permetterebbe ancora un buon equilibrio sul campo. Un problema che lo ha condizionato a tal punto da fargli prendere la decisione, di concerto con lo staff medico e tecnico, di saltare lo Us Open e concentrarsi ancora sul recupero. La priorità è evitare accelerazioni che possano trasformare una infiammazione gestibile in un problema più complesso. Si continua a lavorare, avanti e con fiducia.

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