D'Aversa schiera i giovani e la sfida si decide già nel primo tempo con le reti di Orsolini e Dallinga. Nella ripresa l'olandese trova anche il secondo gol. Il ritorno al Dall'Ara il 24 aprile
Dal nostro inviato Matteo Dalla Vite
1 aprile 2025 (modifica alle 22:57) - EMPOLI
Bologna devastante. Una sinfonia in tre atti e quasi senza pietà: ovviamente manca ancora la gara di ritorno ma la finale ha mezza tinta bolognese e i 5000 tifosi alzano il coro per chi li sta portando a Roma, Vincenzo italiano. E’ sembrata praticamente una non-partita. E sì, va detto: per buona parte “non” lo è stata proprio. Il Bologna è entrato con la missione di mettere subito i piedi sulla finale, in sei minuti ha alzato le braccia con Orsolini e Dallinga poi ad inizio ripresa ha messo nella ricetta del dottor Italiano anche la doppietta dell’attaccante olandese: tre a zero ed Empoli che si è visto due volta con Solbakken e Gyasi ma che poi si è arenato, arreso e certamente si è sentito senza remi ben sapendo che la gara delle gare è fissata per domenica, qui contro il Cagliari, per non immergersi nel mare della retrocessione.
Spalletti, altro toc toc
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Davanti agli occhi del ct Spalletti, a un Castellani strapieno e con 5000 tifosi bolognesi sparsi fra tribuna e gradinate, D’Aversa attacca con Colombo più Solbakken e Fazzini; Italiano, invece, sceglie la formazione-tipo, nel senso che le fatiche di Venezia non devono contare: dentro Ferguson e Orsolini, ancora Dallinga in avanti mentre Castro (l’attaccante che col suo gol alla Dea ha portato il Bologna in semifinale) ha partecipato alla trasferta mettendosi in tribuna. L’inizio è del Bologna: al 1’ tiro moscio di Dallinga, al 2’ Orsolini scappa a Tosto, colpo di destro, fuori, più un gol sbagliato che no. L’Empoli si schiera più con un 3-5-2 (ma anche con difesa a 4: Cacace sta attaccato a Orsolini) scambiando poi le posizioni di Gyasi e Solbakken, chi interno e chi laterale d’attacco, mentre Fazzini fa proprio l’intermedio scalando su Calabria quando l’ex milanista sale. Il Bologna tiene Odgaard sottopunta e cerca la solita aggressione alta e feroce. Al 23’ l’azione che sblocca tutto: Odgaard, giocatore da ogni latitudine, si apre a sinistra e mette in mezzo un cross sul quale Dallinga e Tosto fanno un velo involontario, Cacace stringe troppo verso la porta e Orsolini – nel taglio dentro l’area – infila lo 0-1 di mancino. E prende la prima telecamera. E fa toc toc. Ma Spalletti, stavolta, in tribuna c’è: il messaggio è forte e chiaro.
Dallinga imperante
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Secondo la catechesi di Italiano, il vantaggio non è base sulla quale adagiarsi. Così, 6’ dopo, l’Empoli è ancora frastornato e Ndoye da sinistra vede una spaccatura in mezzo all’area: Dallinga ne è al limite, Marianucci è altrove, Tosto cerca di rattoppare ma l’olandese con l’esterno destro la piazza nell’angolo in maniera perfetta. E’ zero a due per il Bologna e quarto gol stagionale per l’olandese dopo Roma, Torino e Borussia Dortmund. E l’Empoli? Gioca uomo su uomo e la prima vera occasione – dopo un tiro di Colombo partito però in netto fuorigioco – arriva al 39’: Fazzini si libera del mastino Calabria, palla a Solbakken il cui diagonale viene spedito in angolo (non assegnato) dalla punta delle dita di Skorupski. Dall’altra parte, Ndoye passa alcuni minuti anche a destra ed è da lì che nasce un’altra occasione per il Bologna: ci sarebbe un angolo (anche questo non assegnato) ma l’azione prosegue e si arriva addirittura alla rovesciata di Dallinga, alta. Morale del primo tempo: un vento da novembre, il Bologna che crea e anche spreca con l’Empoli che ragiona sulle ripartenze sfiorando la rete una volta con l’ex romanista. La ripresa inizia con D’Aversa che ne cambia due: Sambia per Bacci, Pezzella per Tosto, così Cacace va a fare il centrale. Cambia qualcosa? Sì, il risultato: fuga a sinistra di Ndoye, De Sciglio non scappa all’indietro, palla in mezzo e doppietta di Dallinga dopo azione iniziata da una cavalcata di Odgaard. Tre a zero per il Bologna e l’Empoli ne cambia ancora e va vicino al gol con Gyasi: diagonale che esce di pochissimo. C’è addirittura Dallinga che va vicino alla tripletta (Seghetti la prende sulla linea) e poi alza i toni anche Cambiaghi: palo. Sinfonia Bologna. Il resto si vedrà il 24 corrente mese al Dall’Ara.