Hojlund, meno logorio da nazionali e il Maradona: gli assi del Napoli per la volata finale

1 ora fa 2

Il danese è il centravanti che manca al Diavolo. Fra gli azzurri solo due nazionali impegnati lontani da Castelvolturno durante la sosta. E lo stadio di casa è un fortino

Vincenzo D'Angelo

24 marzo - 11:26 - MILANO

La sensazione è che il Napoli ci creda. Non a vincere lo scudetto, per carità. Anche perché il destino è nelle mani dell’Inter. Però il secondo posto è lì. Alla portata dei campioni d’Italia. E la possibilità del sorpasso arriva subito dopo la sosta, con la sfida di Pasquetta contro il Milan. Insomma, la condizione ideale per mettere la freccia e provare a staccare i rossoneri. Il resto si vedrà, strada facendo. 

centravanti

—  

Il Napoli intanto ha un centravanti vero, quello che il Milan ha cercato invano per tutta l’estate e un po’ anche a gennaio, e che è rimasto il vero cruccio della stagione del Diavolo. Anche perché Rasmus Hojlund era stato trattato e corteggiato, forse anche convinto dalla dirigenza rossonera. Che a Ferragosto pensava di aver sistemato la propria rosa, prima di accorgersi del sorpasso in volata del Napoli. Già, perché dopo il grave infortunio accusato da Lukaku nell’ultima amichevole estiva, Manna e Conte hanno subito virato con forza su Hojlund. Che non ha avuto bisogno di essere convinto, vista l’offerta azzurra: ruolo centrale per il presente e per il futuro, possibilità di giocare la Champions da protagonista e con lo scudetto sul petto. E un ingaggio da top player, che non guasta mai. La risposta di Rasmus è stata eccezionale: in pochi mesi con Conte, il danese è diventato una specie di Lukaku 2.0. Un centravanti con caratteristiche da football americano, paragone che Conte aveva pubblicamente fatto per spiegare il perché Lukaku fosse un giocatore speciale. Hojlund ha finito il processo di “lukakizzazione” e sta trascinando il Napoli. Instancabile e insostituibile, Rasmus non riposa mai e adesso vede vicino il doppio traguardo. Il riscatto a fine stagione è una formalità, non serve la certificazione dell’obiettivo raggiunto per l’obbligo. E con orgoglio si trova a una sola rete dal record di gol in un campionato: in otto gare e con De Bruyne a servire assist, non sembra impresa impossibile. 

Stanchezza nazionale

—  

La pausa priverà Conte e Allegri dello stesso numero di uomini, ma la qualità degli impegni cambia. Soprattutto i chilometri che dovranno fare i giocatori. Sei milanisti, infatti, saranno impegnati in America: Pulisic, Maignan, Rabiot, Saelemaekers, De Winter e Modric. Torneranno in tempo utile, ma il jet lag potrebbe farsi sentire nella preparazione al big match. Anche De Bruyne e Lukaku voleranno negli States, ma gli altri giocheranno principalmente in Europa. 

Fattore Maradona

—  

Occhio poi al fattore Maradona, diventato fondamentale nell’era Conte. Antonio voleva trasformare lo stadio azzurro in un fortino e ci è riuscito. Qui il Napoli ha trovato la spinta per la rimonta scudetto un anno fa, qui vuole costruire la nuova scalata. È vero, i record sono fatti per essere superati, ma intanto il Napoli a Fuorigrotta in campionato non perde dal 7 dicembre del 2024 e nel 2025 il club azzurro è stato l’unico in Europa a chiudere imbattuto in casa, coppe comprese. In questa stagione, solo il Chelsea in Champions è riuscito a espugnare il Maradona. Allegri spera un blitz, ma il Napoli avrà dalla sua il famoso “uomo in più”. Che in certe sere fa la differenza. 

Effetto McT

—  

Come da due stagioni la sta facendo Scott McTominay in Serie A. Lo scozzese è stato l’uomo chiave dell’ultimo scudetto e il premio di Mvp della scorsa A se l’è conquistato nell’ultimo segmento di stagione. Da aprile in poi, Scott fu devastante: 6 gol (con due doppiette) e due assist nelle ultime 8 partite, inclusa la semirovesciata nella notte tricolore. A Cagliari ha ricominciato a segnare, difficile credere che si fermerà ancora. Conte ha ritrovato tutti i suoi big in tempo per alimentare il rimpianto di ciò che poteva essere. Ma vuole dimostrare che questa squadra era da titolo. Del resto, la storia vota per Antonio: o vince o arriva secondo. Un motivo in più per sorridere per tutto il popolo napoletano.

Leggi l’intero articolo