Il tecnico dopo il match con il Milan: "Messa sotto la seconda in classifica. Il gruppo ha personalità"
Difficile dire quale sentimento prevalga nell’animo di un allenatore che, in un mesetto scarso, torna a casa da San Siro con i pugni stretti e una sconfitta difficile da digerire. C’è l’orgoglio per una prova intensa, bella, emozionante. "Sono orgoglioso di questi ragazzi, sono orgoglioso di questa squadra", ripete più volte Roberto D’Aversa. Ma c’è anche il grosso, enorme, rimpianto per quella decina di minuti di blackout ad inizio secondo tempo che ha condizionato il risultato. "Abbiamo buttato via la partita nel primo quarto d’ora della ripresa — dice l’allenatore del Toro —. L’unico aspetto negativo è il risultato: abbiamo giocato da Toro, abbiamo messo sotto una squadra che è seconda in classifica e che nel proprio stadio ha sempre una spinta in più. Il risultato non rispecchia l’andamento della gara".
Trequarti
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Rimpianti a parte, e nonostante la sconfitta, il bicchiere di D’Aversa si riempie. "Il bicchiere è pieno per trequarti, l’ultimo quarto è solo per il risultato. La partita l’hanno fatta i miei ragazzi, e di questo ne sono orgoglioso. Nel primo tempo, ad esempio, avremmo meritato di rientrare nello spogliatoio con un risultato diverso (al 45’ Milan-Toro era sull’1-1, ndr)". All’inizio del secondo tempo è arrivato il blackout temporaneo del Toro: "Abbiamo pagato caro quei sette minuti iniziali — dice —, nei quali ci hanno messo in difficoltà. Dalla panchina non sono riuscito a comunicare, ma era impossibile farlo, che il Milan aveva cambiato modulo e questo ci ha sorpreso. Però, in queste situazioni, una squadra deve anche saper soffrire: se in quella circostanza avessimo preso un solo gol, dopo sarebbe stata un’altra partita. Alla fine, meritavamo il pareggio".
bilancio
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Allargando lo sguardo e l’orizzonte, è vistosa la trasformazione che questo allenatore è riuscito a dare al Toro in ventotto giorni di lavoro. Ha letteralmente trasformato un Toro raccolto dopo il ko di Genova in mezzo a mille difficoltà. D’Aversa traccia un primo bilancio del suo mini-periodo. "L’elemento che mi dà maggiore soddisfazione è la personalità con la quale questi ragazzi stanno affrontando tutte le partite. Non dimentichiamoci che abbiamo giocato contro la Lazio, il Napoli e il Milan, oltre il Parma. Per il Toro giocare a San Siro è la normalità, ma farlo come lo abbiamo fatto noi è segno di una grande convinzione". Su cosa la sua gestione si concentrerà nei prossimi giorni alla ricerca di ulteriori miglioramenti dice: "Dobbiamo migliorare l’aspetto dei gol subiti, che è molto importante. La differenza reti nel calcio italiano corrisponde spesso con la posizione in classifica: come siamo bravi a finalizzare quello che creiamo, dobbiamo essere altrettanto bravi a preservare un risultato di vantaggio. Adesso dobbiamo lavorare sugli errori da non commettere: senza questi errori, ad esempio, avremmo portato a casa un risultato positivo da San Siro".
elogi
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A D’Aversa non piace elogiare i singoli, e infatti evidenzia un concetto. Ovvero che "adesso stiamo giocando da squadra". Però una menzione speciale la concede a Vlasic: "Ha giocato alla pari, o anche in maniera superiore, ai grandi campioni del Milan come Modric e Rabiot. Non solo lui, anche Simeone è un grande giocatore: in settimana ha avuto qualche problemino, eppure ha fatto una grandissima gara. E lo stesso posso dirlo per Obrador: questo gruppo è fatto da tanti giocatori forti e ha un potenziale molto elevato che ancora nessuno sa fino in fondo dove può arrivare".










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