Al circuito di Jarama, il Cupra Raval Madrid E-Prix diventa l'occasione per entrare nel cuore della Formula E: come funziona un weekend di gara, quali strategie decidono il risultato e cosa cambia con le monoposto Gen3 Evo. Dalla gestione dell’energia al Pit Boost, fino all’esperienza in pista con la Cupra Raval, il racconto segue da vicino tecnica, gara e sensazioni di un motorsport sempre più imprevedibile
Lucia Damiata
25 marzo - 17:44 - MADRID (SPAGNA)
Al circuito di Jarama, alle porte di Madrid, il Cupra Raval E-Prix è l'occasione per creare un triplice racconto: approfondire il regolamento del campionato del mondo di Formula E, scoprire la tecnica delle monoposto a zero emissioni ma anche vivere un'emozione diversa rispetto a quella di tante altre categorie del motorsport (a partire dalle F1), tra la competizione in pista e la produzione di serie. Oltre a ricoprire il ruolo di title sponsor dell'evento, Cupra ha anche permesso ad alcuni ospiti di arrivare al circuito al volante delle Leon e Formentor Tribe Edition, tra vernici opache, dettagli Dark Chrome e un carattere deciso che anticipa l'energia in pista. Entrando nel paddock, si capisce subito che la velocità è solo una parte del gioco. Tra prove, qualifiche a duelli, Pit Boost fulminei, test per il cambio gomme e gestione dell’energia, le monoposto Gen3 Evo trasformano ogni curva in un momento di strategia millimetrica: attacco e difesa si decidono a colpi di kilowatt. Poi, ancora produzione di serie top secret: la Cupra Raval, con la livrea camouflage ispirata alle strade del quartiere El Raval di Barcellona, regala l'esperienza di un giro (hot lap) fianco a fianco con il pilota, tra accelerazioni elettriche e traiettorie chirurgiche, un assaggio concreto del futuro della mobilità, dove precisione, potenza e silenzio diventano protagonisti.
1 L’arrivo: strada, design e identità
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Al circuito di Jarama si entra in una dimensione diversa. Il viaggio verso la pista è già parte dell'esperienza e lo è ancora di più a bordo delle nuove Cupra Leon e Formentor Tribe Edition. Due anime complementari, due modi di interpretare la stessa visione. La Leon è più precisa, più bassa, quasi affilata nelle reazioni, mentre la Formentor resta il simbolo della casa spagnola di proprietà del gruppo Volkswagen. Quest'ultimo, un Suv proposto con motorizzazioni a benzina, diesel, mild hybrid e plug-in hybrid, risulta muscoloso, scenografico e bilanciato tra comfort e dinamica. Le Tribe Edition aggiungono un livello ulteriore: non solo estetica, ma anche materiali e lavorazioni innovative come il 3D Knitting dei sedili, superfici studiate per unire qualità percepita e sostenibilità. Materiali riciclati e dettagli come il nuovo Manganese Matt e i cerchi Dark Chrome rafforzano il senso di appartenenza alla Tribe Cupra.
2 Dentro il box: dove la gara prende forma
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Se la pista è il palcoscenico, il box è la regia. Entrare nel garage del team Kiro Cupra significa cambiare prospettiva: niente caos, niente urla, solo concentrazione assoluta. Schermi ovunque, dati in tempo reale e radio sempre attive. Più di venti persone lavorano dietro il muretto, ma parte del team è collegata da remoto, con le stesse informazioni e decisioni da prendere in tempo reale. La Formula E è anche questo: una squadra distribuita, moderna, dove la distanza non cambia nulla. Si lavora per scenari A, B, C e D: monitorando le prestazioni avversarie, anticipando strategie e reagendo in pochi secondi. Nel frattempo si gestiscono anche aspetti concreti: solo due set di gomme per tutto il weekend, ricariche e ottimizzazione continua. In Formula E non vince solo il più veloce, ma anche chi è in grado di combinare talento e strategia.
3 Gen3 vs Gen3 Evo: quando la strategia cambia la guida
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All'esterno la Gen3 Evo non sembra una grande evoluzione rispetto alle vecchie monoposto, ma in pista cambia tutto. Il motore anteriore, prima usato solo per recuperare energia in frenata, ora contribuisce anche all'accelerazione. Trazione integrale, uscita di curva stabile: la guida diventa più precisa e "attaccabile". L'accelerazione da 0 a 100 km/h scende sotto i due secondi, ma più della cifra conta la sensazione. Cambia il modo in cui si costruisce la gara. Perché avere più controllo significa poter rischiare di più e rischiare, qui, è spesso la chiave. La strategia energetica resta il cuore di tutto. Contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, le monoposto partono con circa il 60%, perché il resto va recuperato in frenata, giro dopo giro. È un processo continuo, quasi invisibile, che obbliga team e piloti ad essere perfetti. A questo si aggiungono elementi che aumentano ulteriormente la complessità: l'Attack Mode, che costringe a uscire dalla traiettoria ideale per ottenere più potenza e il Pit Boost, una ricarica rapida di circa trenta secondi che restituisce il 10% di energia. Anche il resto segue la stessa logica: nuova aerodinamica e componenti robusti, resistenti ai contatti che, in Formula E, sappiamo essere ammessi. Nuovi pneumatici Hankook, con più grip in tutte le condizioni e più sostenibili. Miglioramenti software che affinano la gestione dell'energia, vero cuore di questo campionato. Fermarsi o no? Attaccare o aspettare? Anticipare o reagire? La differenza tra Gen3 e Gen3 Evo non è solo nei numeri, è nel fatto che ogni scelta pesa di più.
4 Il parere dei piloti: Pepe Martí e Dan Ticktum
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Dan Ticktum, pilota del team Kiro Cupra, ha sottolineato come la Gen3 Evo mantenga il feeling della generazione precedente, con grip migliore, trazione integrale e strategie simili, ma con gare più calcolate e più imprevedibili. Pepe Martí, compagno di squadra di Ticktum (nonché rookie della serie iridata che ha ben figurato nella sua gara di casa), evidenzia l'elevata tecnologia della vettura, la necessità di essere al 100% sia fisicamente che mentalmente e l’importanza della gestione dell’energia e delle gomme, soprattutto sull'acqua. Lo spagnolo esalta anche il brivido della guida: accelerazioni immediate, inserimenti precisi e curve affrontate di traverso dicendosi entusiasta dei due secondi di velocità in più a giro rispetto alla Gen3.
5 Le fasi del weekend: ogni sessione conta
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Un weekend di Formula E come il Cupra Raval Madrid E-Prix Prix si sviluppa in cinque momenti: shakedown, prove libere 1 e 2, qualifiche e gara. Lo shakedown, in programma il giorno prima dell'evento principale, serve ai piloti per verificare sistemi elettronici e affidabilità a velocità ridotte. Durante le prove libere, ciascuna di venti minuti, i team affinano assetti, gestione dell'energia e strategie, riducendo al minimo i margini di errore. Nelle qualifiche a duelli i migliori piloti mostrano velocità e abilità, definendo la griglia di partenza. Ma non è solo pista: il paddock e la pit lane diventano un palcoscenico pulsante di tecnica e organizzazione. Meccanici concentrati sulle monoposto, preparano i set di gomme, effettuano ricariche rapide e controlli dell’ultima ora mentre i team leader consultano tablet e schermi, gli ingegneri osservano da remoto le telemetrie in tempo reale e i piloti si consultano e simulano procedure. Ogni dettaglio è curato, perché in Formula E nulla può essere lasciato al caso.
6 Qualifiche: precisione assoluta, millimetri e nervi
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Al circuito di Jarama, la qualifica è un esercizio di precisione estrema. Il formato a duelli non ammette errori: un giro, un avversario, nessuna possibilità di sbagliare. In questo contesto, la Gen3 Evo fa emergere il suo carattere. Dove la Gen3 tradizionale chiedeva sensibilità sul posteriore, la Evo permette di scaricare potenza su tutte e quattro le ruote. Il risultato è una macchina più stabile, più “piena” in uscita di curva e capace di trasformare anche il minimo errore dell’avversario in un vantaggio immediato. I distacchi restano minimi, quasi impercettibili. Ma la sensazione è diversa: più intensità, più passione e più aggressività. È il momento in cui il talento del pilota e la qualità del sistema devono combaciare perfettamente.
7 La gara: energia, caos controllato
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In Formula E, qualsiasi pilota può sorprendere: il risultato può cambiare in ogni curva e a ogni giro. Quando si spengono i semafori, il caos esplode. Le partenze sono uno dei momenti in cui la Gen3 Evo mostra il suo salto generazionale: la trazione integrale elimina gran parte del pattinamento e rende lo scatto ancora più brutale. Le prime curve sono un imbuto, un incastro di traiettorie, dove ogni pilota deve scegliere se attaccare o sopravvivere. La vera gara si sviluppa nei giri successivi, nella gestione dell’energia e nelle scelte. È puro spettacolo e imprevedibilità e tensione: in Formula E, il risultato può cambiare giro dopo giro, anche tra i favoriti. Le monoposto non partono mai con il “pieno”, il resto va costruito giro dopo giro, recuperando energia in frenata. La frenata rigenerativa può coprire fino al 50% dell’energia necessaria. È qui che la Formula E diventa qualcosa di unico: una corsa che si costruisce, non consuma. Significa che ogni staccata è anche un’opportunità. Ogni errore, però, può compromettere tutto. L’Attack Mode ribalta le gerarchie, i piloti escono dalla traiettoria ideale per guadagnare potenza extra, sacrificando tempo nell’immediato, per attaccare dopo. Ecco poi, novità: il Pit Boost. Una sosta breve, circa trenta secondi, per recuperare energia e allungare la gara. Un ulteriore livello strategico, trasformando anche il pit stop in un momento chiave. Le posizioni cambiano continuamente e le strategie si incrociano. Non esiste una corsa lineare, è una partita a scacchi a oltre 200 km/h vissuta in silenzio. Il tifo del pubblico si apprezza distintamente, nonostante il sibilo dei powertrain. L’atmosfera è unica. Infine, Antonio Felix Da Costa che trionfa all’E-Prix di Madrid 2026 con la Jaguar, precedendo il compagno Mitch Evans, mentre Dan Ticktum porta la Cupra Kiro a un prestigioso quarto posto, mostrando la competitività del team e la strategia incisiva nella gestione del Pit Boost e dell’Attack mode.
8 L’esperienza Raval: la città che entra in pista
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La Cupra Raval arriva più tardi nel racconto, ma lascia un’impressione indelebile. Salire accanto a un pilota professionista trasforma il giro in pista in un’esperienza unica: casco allacciato, abitacolo compatto e l’accelerazione che spinge indietro senza un rumore, in un silenzio surreale, ma emozionante. Le grandi assenti sono i cambi di marcia e il rombo del motore; al loro posto c’è adrenalina pura, curve affrontate con precisione millimetrica, inserimenti veloci e traversi controllati. Ogni manovra racconta la potenza del telaio sportivo, la reattività delle sospensioni Dcc e la stabilità garantita dalla piattaforma Meb+. La grafica camouflage, ispirata alle strade di El Raval a Barcellona, accompagna la guida: linee geometriche, incroci e angoli che riflettono il carattere urbano, vivo e irriverente della città. La stessa grafica è ripresa per l’occasione dal team Kiro per la sua Gen3 Evo. La Raval, mostra come un’auto compatta, possa trasformare ogni curva in un piccolo capolavoro di dinamica e stile.
9 Fuori dalla pista: un festival contemporaneo
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Intorno al circuito, il weekend assume un’altra dimensione. Non è solo motorsport per pochi, è un evento per tutti. Ci sono campi di padel, aree dedicate ai bambini, simulatori di guida e mostre interattive. Il pubblico si muove, partecipa e vive l’esperienza da vicino. L’atmosfera cambia continuamente. Tra deejay, musica, spettacoli e momenti istituzionali, fino all’arrivo del re, della banda e dei ballerini che aggiungono un tocco cerimoniale e spettacolare all’evento. È un motorsport diverso: più aperto, più accessibile e più urbano. Non si limita ad essere guardato e vissuto da pochi, si lascia vivere a tutti.
10 Oltre la corsa: un’altra idea di motorsport
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Quando il sole cala e le monoposto tornano ai box, resta una sensazione precisa: tutto è collegato. Le Cupra Leon e Formentor Tribe Edition con il loro concetto di sostenibilità, la Raval, il lavoro nei box e le strategie in pista. Ogni elemento fa parte dello stesso racconto. La Formula E oggi non è più solo un laboratorio tecnologico, è uno spettacolo maturo dove la complessità diventa emozione e la sostenibilità non è un limite, ma una direzione. In un weekend come il Cupra Raval Madrid E-Prix, questa direzione si percepisce in ogni dettaglio: l’efficienza non è un limite, ma una sfida per correre più veloce e, soprattutto, meglio.








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