Fioravanti, sei nella storia! Leo batte Italo Ferreira e vince la sua prima tappa mondiale

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Il numero 46 originario di Cerveteri arriva in finale, supera il numero uno al mondo in El Salvador e corona il sogno di una vita. È il primo italiano (e atleta nato nel Mediterraneo) a conquistare una tappa del tour Wsl. “È irreale!”, urla tra le lacrime appena fuori dall’acqua

Antonio Muglia

14 giugno - 10:17 - MILANO

È Italia contro Brasile, ma questi non sono i mondiali di calcio. Questo è il surf, disciplina che sta all’Italia, stretta nel Mediterraneo, come uno sport invernale potrebbe stare a una nazione con colline brulle e non montagne cariche di neve. E questa è una favola, un sogno che si avvera, ma dietro non c’è la regia di una fatina, ma un lavoro immenso, tanta determinazione e un ragazzo che si chiama Leonardo Fioravanti: è nato a Roma, si è innamorato del surf grazie alle capricciose onde italiane e durante la notte ha fatto la storia vincendo la sua prima tappa del campionato mondiale della World Surf League. Un successo che va oltre la sua storia personale e ha appunto dell’incredibile: è il primo atleta nato e cresciuto dentro le antiche Colonne d’Ercole a guadagnarsi il primo posto a una gara del massimo campionato di surf.

“È irreale”.

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Fioravanti, che gareggia con il numero 46 in onore di Valentino Rossi, esce dall’oceano Pacifico di Punta Roca, in El Salvador, portato in trionfo dagli amici del tour Ramzi Boukhiam e Connor O’Leary. Il tempo di fermarsi un attimo e poi piange. La voce è rotta, libera l’emozione di una vita, soprattutto la tensione degli ultimi anni in cui la vittoria era sfuggita, e anche in malo modo, all’ultimo istante, quasi rubata, come a Pipeline alle Hawaii l’anno scorso. Ma oggi no, non qui in Centro America. “Questo è uno sport così duro, così dannatamente duro – dice tra le lacrime, scusandosi anche per lo sfogo– ho dedicato i miei ultimi dieci anni nel tour a cercare di prendermi una mia vittoria, ci sono arrivato vicino, e ora non mi sembra vero”. Fioravanti dedica poi un pensiero al suo team, a partire dal coach Richard “Dog” Marsh, agli amici e al suo filmer italiano, a Sophia Wilson, che ha sposato lo scorso settembre: “Mi ha detto 'non vincere se non ci sono', e oggi non c’è, ti amo!”. E poi ancora: “La finale a Pipeline l’anno scorso mi ha spezzato il cuore, ma allo stesso tempo non ho mollato, sono rimasto concentrato e forse alla fine bruciava più agli altri che a me, così ho continuato a lavorare duro, ma una cosa è surfare bene, un’altra è battere il migliore al mondo”.

la gara

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E infatti Leo vince contro la maglia gialla del tour, il primo in classifica, un brasiliano che si chiama, per ironia del destino, Italo Ferreira: tante vittorie già nel cassetto, un titolo mondiale conquistato nel 2019 e un oro olimpico a Tokyo durante la prima apparizione del surf ai Giochi. E poco importa se il carioca ha surfato con un ginocchio bendato per i diversi punti di sutura procurati dai ciottoli assassini dello spot centro-americano a inizio del contest. Italo è comunque su in vetta, ha battuto il secondo nel ranking Gabriel Medina in semifinale, ma contro un Fioravanti in grandissima forma e in perfetto controllo sin dai primi minuti c’è stato poco da fare. Leo, con un’onda iniziale di 8.33 punti affiancata da un 7 a oltre metà batteria, si è subito preso la leadership, tenuta sino alla fine. Una lunga cavalcata quella fatta dal classe 1997 iniziata con la vittoria contro gli altri brasiliani Mateus Herdy e Samuel Pupo nel round due e tre, sino al giorno delle finali di ieri 13 giugno: quindi la vittoria sul francese Marco Mignot (surfando l’onda migliore del contest, un 9) ai quarti, poi il sorpasso sull'amico e rivale Kanoa Igarashi in semifinale. E proprio con il giapponese, per quasi tutta la vita compagno di team alla Quiksilver prima della separazione di Leo e la conseguente firma con K-Way, Leo ha fatto soffrire i fan di mezzo mondo perché dopo aver essere andato subito in controllo con un eccellente primo punteggio, ha atteso troppo a lungo una seconda onda, subendo il rientro di Igarashi che aveva due score bassi ma sufficienti a passare la heat. Una situazione paradossale e vista poco o nulla nel tour, risolta negli ultimi minuti dallo “stallone italiano”, come viene chiamato Leo. Ma anche questo, in fondo, è un sintomo della grande maturità e dei nervi saldi dell’azzurro.

LE REAZIONI

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Per Leo è quindi la prima grande vittoria - quella che davvero mancava. Si aggiunge ai due secondi posti ottenuti in Wsl, entrambi a Pipeline, e alla medaglia d'oro vinta ai Mondiali juniores organizzati dall'ISA, l'International Surfing Association, in California nel 2015. Impazziti nella notte i fan italiani che hanno caricato sui social network una pioggia di post, e ovviamente tanti i commenti dei suoi colleghi e anche della World surf league che parla di una vittoria monumentale. E sono arrivate di prima mattina anche le congratulazioni del presidente della Fissw, la Federazione italiana surfing, sci nautico e wakeboard, Claudio Ponzani, che ha passato la notte in bianco per seguire la diretta: "Questo è il coronamento del suo impegno, siamo estremamente orgogliosi di Leonardo e questa vittoria non solo dimostra il talento e la sua dedizione, ma rappresenta anche un importante traguardo per il surf italiano. Leo ha iniziato la stagione ad un livello che non avevamo mai visto e con il suo surf meriterebbe di vincere il tour. Grazie al suo impegno e alla sua passione, stiamo inoltre guadagnando visibilità a livello internazionale: ci congratuliamo con lui e non vediamo l'ora di supportarlo nelle prossime sfide. Il futuro del surf in Italia è luminoso".

il ranking

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Ora la classifica, che già era ottima per l’italiano, sorride ancora di più. Leonardo Fioravanti fa un salto di sei posizioni e siede comodamente al terzo posto – mai così in alto, frutto di una stagione comunque già eccellente – ed è l’unico non brasiliano nelle prime posizioni: davanti Italo Ferreira e Gabriel Medina, dietro il campione in carica Yago Dora e i fratelli Miguel e Samuel Pupo. Tra le donne l’hawaiana Carissa Moore batte l’australiana Taylor Wright; in vetta resta Gabriela Bryan. Ora i migliori surfisti del mondo andranno in Brasile, a Saquarema, vicino a Rio de Janeiro, per la sesta tappa in programma dal 19 giugno, che rappresenta anche il giro di boa della stagione. Poi una pausa di cinque settimane prima di ripartire con l’onda pesantissima (e in cui Leo è molto a suo agio) di Teahupoo, a Tahiti. Ma prima bisogna festeggiare e per Leo non mancheranno sicuramente occasioni. Tra l'altro, proprio a Gazzetta, a inizio stagione, aveva raccontato di essere determinato a vincere non una, ma due tappe. E allora chissà, è lecito continuare a sognare. Intanto l'Italia si emoziona con lui: e ora il tricolore sventola anche tra le onde. 

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