Delmastro e Bartolozzi si dimettono. Meloni: 'Santanché faccia la stessa scelta'

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"Ho consegnato oggi le mie irrevocabili dimissioni da sottosegretario alla giustizia. Ho sempre combattuto la criminalità, anche con risultati concreti e importanti e pur non avendo fatto niente di scorretto, ho commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza. Me ne assumo la responsabilità, nell'interesse della Nazione, ancor prima che per l'affetto e il rispetto che nutro verso il governo e verso il Presidente del Consiglio". Lo dichiara in una nota Andrea Delmastro Delle Vedove. 

Delmastro, insieme con il capo di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, è stato poco prima a colloquio con il ministro della Giustizia Carlo Nordio negli uffici di via Arenula.

Si è dimessa anche il capo di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, dopo il colloquio con il ministro della Giustizia, Carlo Nordio.

Una nota di palazzo Chigi sottolinea che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni "esprime apprezzamento per la scelta del Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del Capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione. Auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal Ministro del Turismo Daniela Santanchè". 

Il terremoto nel governo all'indomani della vittoria del 'No' al referendum potrebbe toccare ora anche la ministra del Turismo Daniela Santanchè. Sono ore concitate e la premier Giorgia Meloni, a quanto si apprende, starebbe valutando attentamente le situazioni dei componenti di governo con casi giudiziari aperti.

Fonti vicine a Santanchè assicurano che non ci sono problemi, ma all'interno della maggioranza si rincorrono le voci secondo cui la posizione della ministra è in bilico. A processo a Milano per presunto falso in bilancio su Visibilia e indagata per un'ipotesi di bancarotta, l'esponente di FdI già a inizio 2025 era finita sulla graticola.

Immediate le reazioni da parte delle opposizioni. "Apprendiamo che si sono dimessi da pochi minuti il sottosegretario alla Giustizia Delmastro e la capo di gabinetto del ministro della Giustizia. A questo punto riteniamo necessario che il ministro Nordio venga in aula a chiarire cosa sta succedendo", ha detto in aula il senatore Nicola Irto, segretario d'aula del Pd dopo la notizia delle dimissioni di Delmastro e di Giusi Bartolozzi. 

Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito Democratico, ha sottolineato che "le dimissioni arrivate oggi rappresentano un atto tardivo ma doveroso sotto il profilo del rispetto del diritto e delle istituzioni. Il fatto che siano intervenute solo dopo il referendum costituisce un elemento politico evidente: è la conferma della spregiudicatezza della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che per mere opportunità legate al voto ha scelto di trattenere un gesto che, alla luce dei fatti, non era più rinviabile. Siamo di fronte a un comportamento grave, che dimostra ancora una volta come questa maggioranza consideri le istituzioni strumenti da piegare a esigenze di parte. Chi mette quantomeno in imbarazzo le istituzioni non può continuare a ricoprire incarichi pubblici, tanto più se si tratta di ruoli estremamente delicati che richiedono rigore, equilibrio e senso dello Stato". 

"Fino a ieri Delmastro e Bartolozzi, nonostante le richieste delle opposizioni, sono rimasti al loro posto con il ministro Nordio a difendere il loro operato. Ora, nel giro di mezz'ora, assistiamo a due dimissioni. Cosa è cambiato? L'esito del referendum ha spaventato il governo? Ci sono fatti che non conosciamo? E' intervenuta la presidente del Consiglio? Il ministro della giustizia ha cambiato idea? A questo punto è urgente e necessario che Nordio venga in aula a spiegare al Parlamento e al Paese, viste le vicende di queste settimane, che cosa sta avvenendo al suo ministero. Non si gioca con le istituzioni e con gli incarichi di governo", commenta il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.

"Dopo il travolgente voto popolare di oltre 14 milioni di italiani Meloni si è dovuta arrendere. E poco fa il sottosegretario alla Giustizia Delmastro si è finalmente dimesso, così come Bartolozzi, capo di gabinetto del ministero della Giustizia. Le dimissioni di Delmastro erano assolutamente necessarie e per questo il M5S aveva presentato nei giorni scorsi una mozione di revoca. Il danno arrecato al prestigio della massima Istituzione di governo è stato pesantissimo", scrive sui social il presidente del M5s, Giuseppe Conte.

"Si sciolgono come neve al sole le chiacchiere della premier su complotti e manine: alcuni quotidiani hanno semplicemente osato fare il proprio mestiere, pubblicando le notizie e le immagini che comprovavano gli affari di Delmastro e di tre dirigenti di Fratelli d'Italia in società con la famiglia di un prestanome del clan Senese. L'elenco degli orrori non è finito. L'impatto di questo travolgente voto popolare riuscirà a far dimettere anche la Ministra Santanchè?".

"Un leader si assume le responsabilità e si dimette. Una influencer fa dimettere i sottosegretari", commenta su X il leader di Iv Matteo Renzi. Per Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia Viva, "uno dei ministeri chiave è stato azzerato, è in corso un terremoto politico nel governo, è assolutamente necessario che Giorgia Meloni venga subito in Parlamento a riferire. La premier non può scappare dall'aula, fa dimettere mezzo governo per non dimettersi lei stessa". "Entrambi avrebbero dovuto fare un passo indietro molto prima per il bene del Paese, semplicemente perché inadeguati al ruolo, come hanno più volte dimostrato, dal caso Cospito, ad Almasri, allo sparo di Capodanno. Ora aspettiamo che Delmastro, da semplice deputato, venga in commissione Antimafia a chiarire la vicenda del ristorante di Roma di cui è stato socio", aggiunge Paita.

Per Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde, "sono stati gli italiani, con il loro voto, a mandare a casa Delmastro e Bartolozzi. Giorgia Meloni in questi mesi ha difeso gli impuniti: un sottosegretario condannato per rivelazione di segreti d'ufficio che ha continuato a esercitare le sue funzioni e che, non soddisfatto, apriva società con persone legate alla camorra. Se non ci fosse stata la valanga di No, Delmastro e Bartolozzi sarebbero ancora al loro posto. Altro che "non ha fatto nulla di scorretto": Delmastro è stato condannato per rivelazione di segreti d'ufficio e ha fatto società con soggetti legati alla camorra. Ora aspettiamo le dimissioni della ministra Santanchè, rinviata a giudizio per truffa ai danni dello Stato". 

Nicola Fratoianni di Avs osserva che "le necessarie e doverose dimissioni di Delmastro dal ministero di Grazia e Giustizia arrivano con imperdonabile ritardo" e sotiene che "devono essere chiariti ancora molti aspetti, e vedremo nei prossimi giorni quali sviluppi ci saranno. Intanto - conclude Fratoianni - accogliamo le dimissioni sue e della capo di gabinetto del ministro di Grazia e Giustizia Bartolozzi come una buona notizia". 

"Bene le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi, che per quanto ci riguarda arrivano persino tardi, visto che avrebbero dovuto farlo prima. Dopo tutto quello che è accaduto, dal caso Almasri fino alle modalità anti istituzionali con cui il ministro e i principali attori di via Arenula hanno condotto la campagna per il referendum, la domanda è: a che ora si dimette il ministro Nordio?", afferma il segretario di +Europa, Riccardo Magi. "Certo che, in un Paese normale, un terremoto de genere in un dicastero chiave come quello della Giustizia porterebbe l'intero governo a cadere", conclude Magi.

"Arrivano le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi; necessarie, doverose e tardive", afferma il leader di Azione Carlo Calenda.

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