Da Thorsby a Martin: la rinascita del Genoa targato De Rossi passa anche da loro

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Le scelte del nuovo tecnico: Colombo con Vitinha. Ostigard raddoppia, difensore e bomber a sorpresa

Agitare e mescolare con cura: questo ha fatto, sin dal primo giorno del suo lavoro in rossoblù, Daniele De Rossi. Sapeva di essere salito alla guida di un Genoa con molto più potenziale di quello che la classifica diceva dopo la sconfitta in casa con la Cremonese. È stato lui stesso ad elogiare - in più di un’occasione - il suo predecessore Vieira per la condizione atletica del gruppo. Lui, poi, è entrato nello spogliatoio di Pegli in punta di piedi, apportando quelle correzioni in corsa che, complice anche il successo di Reggio Emilia con il Sassuolo (figlio della coppia Murgita-Criscito), ha rimesso in carreggiata la squadra.

I riabilitati

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Punto primo: spazio alle due punte, quando Colombo e Vitinha non avevano in precedenza ancora convissuto nell’undici titolare come tandem d’attacco. Oggettivamente, al di là dei gol (entrambi si sono sbloccati), in questo modo ne ha tratto beneficio la manovra di tutta la squadra. Punto secondo: ha ritrovato la titolarità Martin, che nel giro di due partite, contro Sassuolo e Fiorentina, ha servito due assist d’oro per la testa e il piede di Ostigard, prima di realizzare (a Cagliari) il suo primo gol italiano. Festa grande per lo spagnolo. Punto terzo: Ostigard, proprio lui. Risolto qualche guaio fisico, e messo pace con le ammonizioni, ha riscoperto la sua antica dote di guastatore sul fronte d’attacco. Strano a dirsi, ma è lui dopo quasi un terzo del campionato il bomber della squadra (tre centri, che non sono frutto del caso). E per restare in Norvegia - scivolando al punto quattro -, una citazione di merito, figlia di una felice intuizione tecnica, va al tuttocampista Thorsby. Morten era diventato un abbonato fisso alla panchina (fra agosto e il 26 ottobre, appena tre presenze in campionato). Prima la coppia Murgita-Criscito (sempre lì si torna...) e poi DDR, gli hanno restituito titolarità e sono arrivate prestazioni ed assist in serie. Quello allo stesso Ostigard a Cagliari nell’ultimo turno di campionato e, sei giorni prima, il doppio assist nella vittoria della Norvegia a San Siro contro l’Italia. Il primo dei quali, per lo scatenato Haaland, ha chiuso di fatto la partita con gli azzurri. Insomma, tanta saggezza e zero esperimenti. "Non chiederò mai ai ragazzi cose che non si possono realizzare", ha spiegato lui. Ora ha un’altra missione: dare spazio ai giovani, perché le prestazioni con l’Under 21 di Fini e Venturino non lo hanno lasciato indifferente. Presto toccherà anche a loro.

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