Cristiano, ma quale pensione... vuole Euro 2028! E porterà il suo allenatore sulla panchina del Portogallo

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Il fuoriclasse portoghese ha parlato dopo l'eliminazione arrivata per mano della Spagna, confermando di aver chiuso con i Mondiali ma non ancora con la nazionale

Cristiano Ronaldo non molla. E riscrive a modo suo la gerarchia dei trofei calcistici. Il 41enne portoghese è uscito negli ottavi del suo sesto Mondiale. Non ha fatto una gran figura in campo, ma è abituato a vedere le cose in un modo tutto suo e nessuno sembra in grado di far vedere all’imperatore che è rimasto senza vestiti, tecnici e anche dialettici.

la valutazione

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Dopo la sconfitta con la Spagna CR7 ha parlato, e le sue parole non sono mai banali. “La Spagna ha avuto un po’ di fortuna e ha segnato nel finale, il calcio è così. È triste uscire così dal Mondiale, ma come ho detto ieri ho dato tutto, ho dato il meglio e me ne vado con la coscienza tranquilla. Questo è il calcio, a volte si vince, a volte si perde, bisogna guardare avanti. È vero che è stato il mio ultimo Mondiale, sì, ma per il resto avrò tempo di pensare, di parlare con la mia famiglia, non c’è bisogno di decidere a caldo, la vita continua. Domani mi sveglierò come mi sono svegliato oggi: con la coscienza tranquilla, ho dato il mio meglio, ho vinto 3 titoli con il Portogallo e prima di Cristiano il Portogallo non aveva vinto alcun trofeo, sono contento. Il titolo più importante che ho vinto con la nazionale è stato nel 2016 (l’Europeo, ndr), un titolo che per me sinceramente ha la stessa dimensione di un Mondiale. Per questo ripeto ancora una volta che me ne vado tranquillo, ho dato tutto e basta, domani è un altro giorno e la vita continua”. E così l’Europeo diventa grande come il Mondiale, bontà di CR7.

la critica

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Questa è la sua idea, il suo modo di vedere le cose, ma in patria non tutti sono allineati con il pensiero di questo ingombrante, affaticato e un po’ borioso totem: “La statistica dei Mondiali che dovrebbe far vergognare Cristiano Ronaldo” è l’eloquente titolo che ha occupato la vetrina del sito del quotidiano sportivo portoghese A Bola per diverse ore. “La partita contro la Spagna è stata la nona di Cristiano senza segnare in un turno ad eliminazione diretta in un Mondiale. Nei suoi 6 tornei ha fatto gol solo in una, i sedicesimi di finale dell’altro giorno contro la Croazia, su rigore. In 9 partite e 659 minuti, zero gol e zero assist. È il secondo giocatore per presenze nella competizione, ma non entra nel Top Ten dei marcatori”. E via dicendo, su questo tono. Con Messi, Mbappé e Haaland a 7 gol, il Mondiale di CR7 è decisamente sotto tono.

aspettando jj

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Ronaldo ha dato l’addio ai Mondiali, ma non alla nazionale. “Per me la nazionale è qualcosa di speciale. Ci gioco da 23 anni, e sono stati pieni di sentimenti e di piacere, indossare questa maglia è sempre un’esperienza incredibile”. La porta non è chiusa dunque, per niente. Anche perché ieri è finito il ciclo di Roberto Martinez, e il nome che circola per la successione del catalano è quello di Jorge Jesus, ovvero l’allenatore che ha appena portato Cristiano Ronaldo al primo titolo importante in Arabia, dopo 3 anni e mezzo. “Non è il momento di parlare di Jorge Jesus – ha detto ieri CR7 –. Non sono io a decidere, lo farà il presidente”. Ora Ronaldo va in vacanza, poi tornerà a Riad per continuare a inseguire il traguardo dei 1000 gol: è a 976, con Messi, due anni più giovane, a 918. Ogni partita può essere tule per arrivare in quadrupla cifra. Anche quelle con la nazionale.

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