Cos'è davvero la salute intestinale? 13 esperti hanno trovato la risposta

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Una definizione condivisa di salute intestinale non esisteva. Ora c'è, e rimette al loro posto probiotici, test e integratori

Eu.Spa.

10 marzo - 18:06 - MILANO

"Salute intestinale", due parole usate molto spesso e per vendere di tutto, dai cibi agli integratori. Se non fosse per un dettaglio: fino a pochi giorni fa non esisteva alcuna definizione scientifica condivisa di cosa fosse la salute intestinale. Un panel di 13 esperti internazionali, riuniti sotto l'egida dell'International Scientific Association for Probiotics and Prebiotics (ISAPP), ha provato a colmare il vuoto con un consensus statement pubblicato su Nature Reviews Gastroenterology & Hepatology dove si legge che: la salute intestinale è "uno stato di normale funzione gastrointestinale, senza malattia gastrointestinale attiva e senza sintomi intestinali che compromettono la qualità della vita". Semplice, ma le conseguenze di quella frase non lo sono affatto. Chi soffre di celiachia o morbo di Crohn, infatti, può ugualmente godere di buona salute intestinale durante i periodi di remissione completa. Al contrario, si può avere un intestino in cattive condizioni anche senza una diagnosi precisa e senza anomalie evidenti nei test di laboratorio. 

cos'è la salute intestinale

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La definizione elaborata dagli studiosi identifica, in pratica, 6 aree funzionali che insieme compongono la salute intestinale: fisiologia digestiva, microbioma, barriera intestinale, sistema immunitario, funzione ormonale intestinale e connessione intestino-cervello. Quest'ultima potrebbe sorprendere, ma è risaputo che lo stress provoca sintomi intestinali, l'ansia e la depressione si accompagnano spesso a disturbi gastrointestinali e la comunicazione tra i due organi corre in entrambe le direzioni. 

micorbioma e leaky gut

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Sul microbioma, il panel invece è esplicito e va controcorrente rispetto a un mercato che fattura miliardi: "Allo stato attuale, l'analisi del microbioma di una persona non può fornire un indice significativo di salute né una previsione della presenza o del rischio di malattia", scrivono i ricercatori. In quanto ai test fai-da-te non sarebbero ancora in grado di diagnosticare o valutare il rischio nel singolo paziente. Anche il leaky gut viene ridimensionato: tutti gli intestini sono in qualche misura permeabili, ma è solo quando quella permeabilità selettiva si compromette in modo anomalo che possono insorgere problemi. Per molte delle condizioni attribuite alla "permeabilità intestinale", le prove scientifiche, secondo gli autori dello studio, "sono scarse o inesistenti". 

Come distinguere i sintomi

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Quanto alla soglia oltre cui un sintomo diventa rilevante: il mal di stomaco occasionale, la stipsi durante un viaggio o il gonfiore dopo un pasto abbondante rientrano nella normalità. Sono i sintomi cronici, ricorrenti, che interferiscono con la vita quotidiana a richiedere attenzione medica. Tra i fattori modificabili, una dieta ricca di fibre è associata a una migliore regolarità intestinale, a un rischio inferiore di cancro al colon e a un microbioma più diversificato; i pasti ad alto contenuto di grassi tendono a peggiorare i sintomi in chi soffre di disturbi ricorrenti. Infine una buona notizia per gli sportivi: l'attività fisica regolare è collegata a un microbioma più vario e a una digestione più rapida.

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