Il governatore della Regione
Piemonte, Alberto Cirio, reputa la commissione legalità il luogo
più idoneo ad affrontare il caso che coinvolge la vicepresidente
Elena Chiorino (Fdi), coinvolta - insieme, tra gli altri, al
sottosegretario Delmastro - per la sua passata partecipazione
alla srl della figlia di Mauro Caroccia (condannato per reati di
mafia nell'ambito di un'indagine sul clan camorristico dei
Senese) che gestisce un ristorante a Roma. Lo ha riferito in
aula l'assessore regionale Vignale, leggendo un testo di Cirio,
oggi a Bruxelles per impegni istituzionali. Chiorino è assente
in aula.
In apertura dei lavori, Nallo (Stati Uniti d'Europa) aveva
ribadito la richiesta di una informativa in aula sul caso, già
avanzata nei giorni scorsi. "Chiorino deve dimettersi e se non
lo fa deve pensarci Cirio a toglierle le deleghe", ha detto
Sarah Disabato (M5s). "Non può essere la commissione legalità
l'unica sede in cui fare la discussione", ha aggiunto Alice
Ravinale (Avs), ribadendo la richiesta di dimissioni. "Chiediamo
che il presidente venga a riferire", ha detto Gianna Pentenero
(Pd) perché "riteniamo che il fatto politico sia gravissimo".
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1 ora fa
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