La Commissione europea ha sanzionato quindici costruttori e l'Acea, accusandoli di avere creato un cartello per promuovere pratiche non concorrenziali in materia di smaltimento e riciclo di veicoli fuori uso
La Commissione europea ha sanzionato 15 tra i più grandi costruttori di auto che operano all'interno del mercato comunitario, insieme all'Acea (l'associazione che li rappresenta), per un totale di 458 milioni di euro. Il motivo è la creazione di un cartello tra le case auto, pensato per promuovere pratiche giudicate non concorrenziali in materia di smaltimento di veicoli fuori uso. Ad essere stata violata è la direttiva europea 2000/53/EC: tale norma impone che l'ultimo proprietario di un veicolo debba essere in grado di smaltirlo gratuitamente una volta giunto a fine vita utile, e che i costi di questa operazione ricadano proprio sui costruttori. Oltre a questo, la direttiva richiede che i consumatori devono essere informati sulle prestazioni di riciclo delle auto nuove prima dell'acquisto.
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L'accordo che sarebbe stato stipulato tra le case auto avrebbe anzitutto portato alla decisione collettiva di non remunerare i demolitori di automobili, giudicando la loro attività sufficientemente redditizia per essere condotta senza finanziamenti diretti dai costruttori. Questo tuttavia viola la legge precedentemente citata, perché così facendo i costi di smaltimento non ricadono sulle case auto. L'altra pratica giudicata non concorrenziale dalla Commissione è quella di avere raggiunto un accordo per non promuovere quante componenti di un veicolo a fine vita possano essere riciclate, o quanti materiali riciclati siano presenti in auto di nuova produzione. Oltre all'associazione Acea, sono 16 i costruttori coinvolti: Bmw, Ford, Honda, Hyundai/Kia, Jaguar/Land Rover, Tata, Mazda, Mercedes-Benz, Mitsubishi, Opel, Renault/Nissan, Stellantis, Suzuki, Toyota, Volkswagen, Volvo. Tutti i costruttori hanno ammesso la propria partecipazione al cartello. Mercedes non è stata sottoposta ad alcuna sanzione per aver segnalato il cartello alla Commissione (nell'ambito del programma di clemenza avviato dalla Commissione stessa). Multe ridotte per Stellantis, Mitsubishi e Ford per aver cooperato. L'Acea è stata sanzionata per avere avuto ruolo di ente "facilitatore" del cartello, perché avrebbe organizzato incontri tra le varie case auto sul tema.