C'è un farmaco per l'asma che è anche un antitumorale

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Un recente studio ha mostrato come il montelukast, chiamato anche Singulair, potrebbe aiutare contro il cancro

Riccardo Cristilli

19 agosto - 18:25 - MILANO

La ricerca lavora costantemente per trovare nuove soluzioni per sconfiggere il cancro e migliorare la vita dei pazienti che convivono con la malattia. Talvolta nuove soluzioni arrivano in modo inaspettato coinvolgendo anche farmaci che vengono usati per il trattamento di altre problematiche. Un recente studio ha scoperto come un medicinale usato per il trattamento dell'asma sembrerebbe avere un impatto contro i tumori aggressivi. 

farmaco contro tumori

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Il team di ricercatori guidati da Bin Zhang dell'università Northwestern, ha pubblicato sulla rivista Nature Cancer i risultati di uno studio che ha coinvolto il montelukast, chiamato anche Singulair, un medicinale usato contro l'asma e che sembrerebbe aiutare anche nell'affrontare diverse tipologie di tumori. In particolare i ricercatori si sono concentrati sul modo in cui i tumori dirottino i globuli bianchi per eludere l'immunoterapia, usando un modello murino e dei tessuti umani per effettuare gli esperimenti. L'obiettivo era quindi trovare dei modi alternativi per trattare quelle tipologie di cancro che hanno una maggiore resistenza all'immunoterapia, tra cui il carcinoma mammario triplo negativo. 

la ricerca

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I ricercatori hanno evidenziato come la molecola CysLTR1 che ha un ruolo nell'asma e nell'infiammazione, viene contrastata da farmaci come montelukast. Attraverso i loro esperimenti gli studiosi della Nortwhestern hanno scoperto che molti tumori sfruttano quel gene CysLTR1 per resistere alle terapie, ingannando il sistema immunitario spingendolo a favorire la crescita di un gruppo di globuli bianchi chiamati neutrofili che favoriscono lo sviluppo del tumore. Quella molecola avrebbe il ruolo di interruttore di questo processo e i ricercatori hanno notato che bloccandola, attraverso l'uso di farmaci come il Singulair, il sistema immunitario tornava ad avere le capacità per bloccare la crescita delle neoplasie. Questo approccio non lavora sulla rimozione dei globuli bianchi dannosi ma sulla loro trasformazione, rieducando le cellule a combattere il tumore. In diversi animali questa operazione ne migliorava la sopravvivenza ripristinando la risposta immunitaria. I ricercatori hanno utilizzato ampi set di dati di pazienti oncologici, ma anche campioni di tumori umani, cellule immunitarie umane e modelli murini per svolgere le loro analisi. 

Il team di ricerca spera di poter passare presto a una fase di sperimentazione clinica, considerando anche che questi farmaci che bloccano il CysLTR1 sono già approvati, visto che attraverso i dati dei pazienti oncologici hanno potuto dimostrare che la maggiore attività di quella molecola era collegata a un tasso di sopravvivenza più basso e a una scarsa risposto all'immunoterapia.

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