Le tecnologie sviluppate dal marchio italiano nelle competizioni internazionali approdano su due capolavori da collezione, la Superleggera V4 Centenario e la X 250TH, segnando un netto punto di svolta in termini di controllo, leggerezza e prestazioni
Adriano Bestetti
7 aprile - 14:21 - MILANO
L’espressione “eccellenza italiana” viene spesso abusata in svariati ambiti, ma è oggettivamente difficile non riconoscere a Brembo il suo pieno significato in tutte le sue accezioni. Nel mondo dei sistemi frenanti, il nome dell’azienda bergamasca rappresenta per tutti un punto di riferimento assoluto, un ruolo che, in ambito motociclistico, è appena stato ribadito dalle soluzioni rivoluzionarie introdotte da due nuove ed esclusive supersportive, a loro volta firmate da colonne portanti dell’industria motociclistica italiana: la Ducati Superleggera V4 Centenario e la Aprilia X 250th. Tutto ciò arriva in un momento di grande solidità per il gruppo, che nel 2025 ha celebrato i 50 anni nel motorsport e ampliato il proprio ecosistema con l’acquisizione di Öhlins registrando anche invidiabili risultati finanziari.
salto tecnologico
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Gli impianti frenanti appena apparsi sui bolidi di Ducati e Aprilia, presentati al mondo quasi contemporaneamente negli Stati Uniti, segnano per diversi aspetti un punto di svolta. Non si tratta infatti di evoluzioni incrementali, ma di veri salti tecnologici, con materiali mai utilizzati prima su moto disponibili al grande pubblico e soluzioni derivate direttamente dal mondo delle corse, in particolare da MotoGP e Superbike. Anche se destinate a due moto assimilabili a laboratori tecnologici su due ruote, in tiratura limitata e con prezzi esorbitanti, queste innovazioni rappresentano inevitabilmente un’anticipazione concreta di quello che vedremo sulle più prestanti supersportive del futuro. D’altro canto, il saper trasferire la più sofisticata tecnologia racing alla strada, mantenendo standard di affidabilità e controllo assoluti, è da sempre uno dei punti forti di casa Brembo.
i freni della Superleggera V4 Centenario
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La Superleggera V4 Centenario ha fatto strabuzzare gli occhi agli amanti della sofisticazione tecnologia e della velocità su due ruote. E i suoi numeri, infatti, sono da capogiro, dai 247 Cv di potenza e 164 kg di peso in assetto pista (che diventano 228 Cv e 173 kg in configurazione stradale) per arrivare ai 150 mila euro necessari per assicurarsi uno dei 500 esemplari in programma (o addirittura 200 mila per una delle 100 varianti “Tricolore”). Per una moto di tale rango, che Ducati ha voluto anche omologata per uso stradale, Brembo non poteva che sfoggiare il massimo della sua tecnologia ricorrendo anche a qualcosa di assolutamente inedito. E i primi elementi a farsi notare in questo senso sono i dischi anteriori Hyction in carbonio ceramico, soluzione mai vista prima su una moto “di serie”.
I nuovi dischi Brembo Hyction
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I dischi Hyction della sulla Superleggera V4 Centenario sono costituiti da una matrice in carbonio rinforzata da fibre e integrata con silicio e carburo di silicio. Per realizzarli si è fatto ricorso alla tecnologia Ccm-R, utilizzata per le hypercar, in modo da esaltarne resistenza termica e stabilità strutturale e garantire così una frenata sempre costante, anche sotto stress prolungato. Hanno 340 mm di diametro, 8 mm di spessore e ben 132 fori di ventilazione per la massima dissipazione del calore. La campana asimmetrica in alluminio e il profilo interno non circolare contribuiscono a contenerne il peso in soli 1,375 kg senza sacrificare la rigidità, con un risparmio di peso di circa 450 grammi per ciascun disco (e quindi di circa 900 grammi per la ruota). Nel confronto con i tradizionali dischi in acciaio, si registra inoltre un abbattimento dell’inerzia del 40%, caratteristica che si traduce in una moto più reattiva, più precisa nei cambi di direzione e più stabile nelle staccate più brusche.
La nuova pinza Brembo Gp4-HY
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Per ottenere il massimo da questi nuovi dischi Hyction, Brembo ha messo a punto l’inedita pinza Gp4-HY, ricavata dal pieno e concepita specificamente per questa applicazione. Il sistema sfrutta un meccanismo derivato nuovamente dal mondo racing che determina il movimento obliquo delle pastiglie, aumentando così la forza frenante a parità di pressione sulla leva. I pistoncini differenziati da 30 e 34 mm, insieme a un sistema brevettato anti-coppia residua, migliorano inoltre la modulabilità riducendo l’usura. La presenza di una molla anti-drag e di una nuova mescola organica ottimizzata per il carbonio ceramico completano così un pacchetto che punta a offrire un feeling di guida senza precedenti. L’impianto della belva Ducati si completa con disco posteriore flottante in acciaio alleggerito, da 223 mm di diametro e 4,4 mm di spessore, con boccole in alluminio e supportato dalla pompa Mcs a interasse variabile.
i freni della Aprilia X 250TH
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L’Aprilia X 250TH si può considerare un’altra opera d’ingegneria estrema, derivata dalla Rsv4 1100 Factory e farcita di materiali pregiati e soluzioni avveniristiche. Le sue specifiche sono impressionanti e recitano, tra le altre cose, 240 Cv di potenza per 165 kg di peso a secco, da rapportare ai 115 mila euro più Iva necessari per piazzarsela in garage. A differenza di Ducati, la casa di Noale non ha badato a renderla omologabile per circolare su strada, ma ha piuttosto dato mandato alla sua divisione sportiva Aprilia Racing di realizzare un missile ad esclusivo uso pista in grado di compiacere una ristrettissima élite di 30 appassionati in tutto il modo. Per questa moto, Brembo ha sfoderato una soluzione radicale optando per i freni carbon-carbon, esattamente gli stessi utilizzati dai prototipi Rs-Gp di Aprilia in MotoGP. Una soluzione mai disponibile prima su una moto in commercio che rende la X 250TH unica al mondo.
i freni carbonio-carbonio di brembo
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L’impianto frenante della Aprilia adotta dischi in carbonio da 340 mm high mass privi di forature e abbinati a pastiglie anch’esse in carbonio, azionate da pinze in alluminio ricavate dal pieno e dotate di alette di raffreddamento. Il vantaggio principale, anche in questo caso, si manifesta sulla bilancia: i dischi in carbonio pesano circa la metà rispetto a quelli in acciaio mentre le pastiglie risultano più leggere di circa un terzo rispetto alle sinterizzate d’ordinanza. Tuttavia, il vero salto di qualità è da ricercarsi nelle prestazioni: la capacità di mantenere una frenata costante anche nelle condizioni più estreme avvicina infatti l’esperienza di guida a quella delle moto di Marco Bezzecchi e Jorge Martín, in grandissimo spolvero in questa prima parte di stagione. Al posteriore della X 250th spunta invece un disco con pinza nichelata, progettata per garantire resistenza e precisione in qualunque contesto.









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