Gina Maria Schumacher: "Dopo l'incidente di papà, i cavalli mi hanno salvata"

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La figlia del campione ha raccontato in un documentario i momenti seguiti al dramma familiare: "Da quella volta non potrei vivere senza l'equitazione, i cavalli mi hanno aiutata in tutto"

Federico Mariani

7 aprile - 15:56 - MILANO

Il dolore richiede tempi e modi diversi per essere elaborato. Lo ha spiegato bene Gina Maria Schumacher, che nel documentario Horsepower, a lei dedicato, ha trovato la forza per raccontare la sua reazione dopo lo shock provocato dall’incidente sugli sci capitato al padre Michael. L’ex pilota Ferrari, sette volte re della F1, riportò un gravissimo trauma cranico, con danni cerebrali diffusi. Dopo quel maledetto 29 dicembre 2013, il fuoriclasse tedesco ha iniziato una vita equivalente a una lunga, interminabile riabilitazione. Un percorso che ha segnato anche la figlia. 

aiuto

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Per Gina la terapia migliore è stata l’equitazione, come spiegato nel documentario prodotto dall'emittente tedesca ZDF e disponibile dal 17 aprile: "Dopo l'incidente di papà, mi sono buttata a capofitto in questa disciplina perché dovevo fare qualcosa. I cavalli sono sempre stati importanti per me. Ma da quella volta non potrei vivere senza di loro. Mi hanno aiutata in tutto". Una passione incentivata dalla famiglia: "Sono grata di poter fare questo, non è una cosa scontata. I miei genitori me ne hanno dato la possibilità. Di conseguenza, è sempre stato importante per me lavorare sodo in questo campo, per farlo al meglio delle mie capacità". 

previsione

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I cavalli hanno sempre incuriosito anche Michael. Lo dimostrano diverse apparizioni nel maneggio con la moglie. Gina ha ricordato un aneddoto particolare: "Quando mio fratello e io eravamo più giovani, nostra madre voleva ricominciare con l’equitazione, ma cercava un animale sicuro. Mentre era con papà a Dubai, hanno montato alcuni cavalli arabi. Poi Michael cadde da uno di quelli. Accanto, c’era un Quarter Horse (una razza americana, ndr) per calmare gli altri, e mamma ha detto che voleva un cavallo così". Proprio l’ex pilota Ferrari si era lasciato andare a una previsione sulla figlia Gina. Lo rivela la moglie Corinna: "Quando Gina aveva solo 10 anni, Michael mi disse che sarebbe diventata più brava di me: 'È più egoista. Quando si è atleti, bisogna essere così sotto un certo punto di vista. Ed è un bene. Altrimenti, non combinerai niente di buono'. Oggi, penso che avesse assolutamente ragione". Una previsione azzeccata, come dimostrano i titoli di Gina nel reining.

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