
intervista
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L'ex rugbista costretto a ritirarsi dopo gli attentati di Parigi, è diventato un artista: "Con la scrittura e le installazioni è come se portassi la gente in campo con me"
Alessandro Grandesso
1 aprile 2025 (modifica alle 19:50) - VENEZIA
Fino al 13 novembre del 2015 la vita di Aristide Barraud era quella di un rugbista professionista di 26 anni, formato nell'élite francese, giocatore di spicco del Mogliano in Serie A auun passo dalla prima convocazione in Azzurro. Tre proiettili di Kalashnikov sparati dai terroristi islamici davanti a un ristorante di Parigi, nella notte della strage al Bataclan, ne hanno cambiato il destino: “Non abbiamo deciso quello che ci è successo – disse allora Barraud alla sorella, cui salvò la vita facendole scudo con il suo corpo - ma possiamo decidere cosa farne”. Dieci anni dopo la vita di Aristide Barraud è quella di un artista e scrittore emergente della scena francese e internazionale, con installazioni al Centre Pompidou, a Casa Italia durante l'Olimpiade, ispirandosi al lavoro del Premio Nobel per la fisica, Giorgio Parisi. E dopo il successo del suo libro sull'orrore vissuto nel 2015, sta ultimando un romanzo. La rinascita artistica però è cominciata con un'opera monumentale in un palazzo in rovina della periferia più disagiata della capitale francese: “Solo a installazione completata, in più di 40 stanze – spiega Barraud, al tavolino di un bar di Venezia, dove ormai vive –, mi sono reso conto che quel palazzo che sarebbe stato abbattuto poco dopo rappresentava la mia precedente vita distrutta. Da lì è germogliata la mia opera fatta di gigantografie, ricamate con frasi che dopo l'attentato andavo già a scrivere sui muri e tetti di Parigi”