Auguri Gazzetta dallo sport mondiale: "Un testimone storico che ha accompagnato tante generazioni"

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Da Abodi a Coventry, i dirigenti italiani e internazionali rendono omaggio al compleanno della Rosea

2 aprile - 23:30 - MILANO

Centotrenta anni di vita. Oggi è il compleanno della Gazzetta dello Sport: 130 anni di storie, emozioni e grandi risultati sportivi raccontati trasformandosi insieme ai tempi, attraversando guerre, rivoluzioni e le novità di un mondo in continua mutazione. Ecco gli auguri fatti alla Gazzetta dai principali dirigenti sportivi italiani e internazionali

andrea abodi (ministro per lo sport e i giovani)

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Oltre un secolo di vita, 130 anni de La Gazzetta dello Sport rappresentano il patrimonio della memoria e del racconto sportivo e sociale della nostra Nazione. Se si pensa al susseguirsi di quanto può avvenire in un lasso di tempo così lungo, quasi stupisce poter contare sulla presenza costante nel tempo e un punto fermo dell’informazione dedicata allo sport in tutte le sue forme, come sono le pagine rosa. Dal 3 aprile 1896, a pochi giorni dalla prima edizione delle Olimpiadi moderne, è iniziata la rappresentazione di imprese, eventi e storie di atleti e atlete dello sport nazionale e internazionale. La mia riconoscenza a Rcs MediaGroup, al direttore Stefano Barigelli, a chi ha “firmato” il giornale prima di lui, con un pensiero speciale a Candido Cannavò, e a tutte le persone che ogni giorno, nelle redazioni e in tipografia, garantiscono una informazione libera e indipendente.

Kirsty Coventry (presidentessa del Cio)

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Congratulazioni per i vostri 130 anni di eccellente copertura dello sport. Le celebri pagine rosa della Gazzetta dello Sport hanno raccontato i successi e le sfide di tante leggende dei Giochi. I vostri reportage da medaglia d’oro hanno permesso agli appassionati di sport di tutta Italia di essere parte della storia olimpica.

gianni infantino (presidente fifa)

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Fantastico! Il 6 luglio 1982. Campioni del Mondo! Il 12 luglio 1982. Tutto vero! Il 10 luglio 2006. C’è sempre un punto esclamativo, nelle prime pagine della Gazzetta dello Sport che non scorderò mai. Un chiodo dolce e indolore per fissare nella memoria collettiva, il giorno dopo, ciò che era accaduto il giorno prima. Momenti indimenticabili, il “per sempre” sportivo. L’Italia del 1982 e del Vecio. La tripletta di Paolo Rossi contro il Brasile. L’Italia del 2006 e di Lippi. Un presidente della Fifa nasce tifoso, altrimenti non sarebbe credibile in tutto ciò che fa. Non conoscerebbe la passione. Non saprebbe dare un volto al sentimento. Non coglierebbe il bello – e ce n’è davvero tanto – dello sport che ha l’onore di guidare, a livello mondiale. La Rosea ha sempre rappresentato, per me, un appuntamento quotidiano indifferibile. C’è sempre stata. Quindi, buon 130° compleanno, cara Gazzetta dello Sport. Tanti auguri. Con una speranza: che il movimento calcistico italiano possa risolvere i suoi problemi, perché quei titoli a me piacevano tantissimo. E con una richiesta: è possibile dare più spazio agli articoli sulla Reggina e sul Brescia?

aleksander ceferin (presidente uefa)

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Cari amici, Celebrare 130 anni di storia rende omaggio non solo a una straordinaria longevità editoriale, ma a una voce che ha saputo interpretare, con sensibilità e autorevolezza, l’evoluzione stessa dello sport e del giornalismo sportivo. La Gazzetta dello Sport è molto più di un giornale: è un testimone storico che ha accompagnato generazioni di tifosi, contribuendo a costruire e a propagare la cultura sportiva ben oltre i confini dell’Italia. I racconti sono il sapore della vita. Il vostro impegno nel raccontare il gioco, nel valorizzarne i protagonisti e nel mantenere vivo il legame tra lo sport e il pubblico è un contributo fondamentale per l’intero movimento calcistico europeo. In un’epoca di grandi trasformazioni, continuate a rappresentare un punto di riferimento credibile e appassionato. È attraverso un giornalismo serio, imparziale ma sempre umano che lo sport trascende la dimensione della competizione e diventa cultura, identità e linguaggio universale. Le leggendarie pagine rosa hanno contribuito a costruire un ponte tra generazioni, culture e Paesi, rafforzando quel senso di appartenenza globale che è al cuore del calcio europeo. A nome della Uefa e mio personale, con gratitudine per il cammino percorso insieme, auguro alla Gazzetta dello Sport di continuare a ispirare e informare con la stessa dedizione per molti anni a venire. Con amicizia e stima,

luciano buonfiglio (presidente coni)

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La Gazzetta è un orgoglio del Paese. Un simbolo inconfondibile che ne proietta l’unicità, raccontandone l’eccellenza grazie alla bellezza dello sport. La storia in ‘rosa’ è quella del nostro movimento, è l’identità che si fa memoria e diventa prospettiva. La prima copia, del 3 aprile 1896, ha fatto da preludio ai primi Giochi Olimpici dell’epoca moderna. Un legame scritto nel destino, destinato a rinnovarsi senza smarrire la magia. La Gazzetta custodisce la nostra essenza, la narra da 130 anni con stile, capacità ed equilibrio. E continuerà a farlo, accompagnando lo sport verso nuovi, importanti successi. Tanti auguri, Gazzetta dello Sport!

giovanni malagò (membro cio)

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Auguri dal cuore, carissima Rosea, come si fanno a un’amica con cui condividi una passione infinita e una parte importante dell’orizzonte quotidiano. Per me e per tanti lettori sei, e resterai, una fedele compagna di avventure: alcune memorabili, altre un po’ meno, ma è metafora della vita, e serve anche ai più giovani. Una guida che deve restare credibile, battagliera ed equilibrata insieme. Ti sei scelta il ruolo di Virgilio nel paradiso e nell’inferno delle arene, sulle piste, sulle strade, sui campetti, ovunque lo sport decida di narrare la sua epica e i suoi valori. Come quest’anno, ti capita in poche settimane di celebrare vittorie immense – qui la mente, e non per orgoglio personale, va ai successi azzurri di Milano Cortina 2026 – e sconfitte dolorose. Talvolta ti tocca pure il purgatorio, quel grande stadio in penombra dove i penitenti meditano sui propri peccati alla ricerca della luce… Sei nata quando il calcio era in culla, e sulle tue pagine dominavano discipline antiche e nobili come la scherma, il ciclismo, la ginnastica, il canottaggio. Hai attraversato tre secoli diversi per arrivare sin qui. E ancora, come tutti noi, devi continuare a correre perché nella storia dello sport non esiste una linea dove la gara finisca veramente. Lo sai: il traguardo è mobile, si sposta continuamente verso il futuro, serve resilienza. La vittoria è per chi ci crede e non perde mai speranza. Viva la Gazzetta e lo straordinario mondo che racconta!

marco mezzaroma (presidente sport e salute)

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Le pagine rosa della Gazzetta dello Sport, in 130 anni, sono diventate un simbolo nazionale riconosciuto nel Mondo e un tassello della quotidianità di noi italiani. Ma il vero valore non è solo aver raccontato i successi e i risultati dello sport azzurro: è aver fatto venire voglia di correre, nuotare, pedalare a chi quella pagina rosa l’ha letta sin da bambino. L’informazione sportiva, quando è fatta bene, non racconta soltanto, ma dà un contributo concreto stimolando, contagiando passione e facendo venire voglia di mettersi in gioco. È questo il grande contributo della Gazzetta dello Sport fornito in questi anni. Grazie Gazzetta, buon compleanno.

diego nepi molineris (direttore generale di sport e salute)

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Il rosa non è solo un colore identitario: è ciò che unisce e ispira. Da centotrent’anni, La Gazzetta dello Sport racconta lo sport e ne orienta il senso, rendendolo un linguaggio condiviso. Ha attraversato epoche, anticipato cambiamenti, tenuto insieme passione e visione. Oggi, con la stessa energia del primo giorno, continua a innovare senza perdere identità; costruisce connessioni e dà forma al futuro dello sport. Perché il rosa non si limita a custodire la storia: la mette in movimento, proiettandola al domani, ogni giorno.

La Gazzetta dello Sport

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