Attacco devastante, difesa da rivedere. Ma il Chelsea di Xabi Alonso batte il Fulham 3-2

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Partita spettacolare a Craven Cottage, con i blues lanciati dalla classe di João Pedro e Palmer. Serataccia per la retroguardia, con Sanchez disastroso tra i pali

24 agosto - 23:26 - LONDRA

Col Chelsea non ci si annoia mai. La prima ufficiale in Premier di Xabi Alonso, senza l’infortunato Marco Palestra, è stata uno spettacolare 3-2 a Craven Cottage sul Fulham, una partita in cui i Blues mostrano quello che possono essere ma anche i difetti da correggere. Gli acciacchi che hanno fermato, oltre a Palestra, anche il perno di centrocampo Moisés Caicedo, non hanno aiutato a vedere il Chelsea che ha in mente l’ex allenatore del Real Madrid (come Álvaro Arbeloa, suo avversario di serata, alla prima da timoniere del Fulham). Ma il primo assaggio dei nuovi Blues è comunque incoraggiante.

tridente

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La cosa più bella del nuovo Chelsea è decisamente stata il suo tridente. João Pedro, nuovo numero 9, ha segnato dopo appena 31 secondi. Morgan Rogers, diventato l’inglese più costoso della storia per l’investimento da 137 milioni di euro che il Chelsea ha fatto per prenderlo dall’Aston Villa, ha raddoppiato al 41’. Cole Palmer, uscito acciaccato all’83’, ha mostrato quanto non aver giocato il Mondiale gli abbia fatto bene: dei tre è stato il migliore, dall’assist per l’1-0 di João Pedro che ha ricambiato il favore per il terzo gol, un velenoso tiro che il numero 10 dei Blues ha fatto passare tra le gambe del portiere del Fulham Bernd Leno. È evidente che saranno loro tre il motore delle ambizioni del Chelsea: l’intesa è già ottima, con Rogers reduce dal Mondiale e in ritardo di condizione ma perfettamente integrato con l’amico Palmer, con cui oltre al ruolo condivide anche l’esultanza (il gesto di riscaldarsi per il freddo, importato dalla NBA dove è stato reso popolare da Trae Young). Il tridente si è mosso benissimo nel 3-4-2-1 di Xabi Alonso, e il modulo è un’altra delle cose che hanno funzionato bene. Nonostante le assenze e aver cominciato a metterlo in pratica a precampionato già cominciato, i Blues sembrano già a loro agio nell’interpretarlo, bravi a non difendere a 5 ma a far alzare gli esterni e renderli parte integrante della manovra.

i difetti

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Nella casa del Fulham (perfetto esempio, con la sua nuova tribuna lungo il Tamigi piena di ristoranti e negozi, di come si può rendere moderno uno stadio senza fargli perdere quel fascino vintage che lo rende unico, preservando la storica tribuna coi seggiolini in legno), il Chelsea ha anche mostrato i suoi limiti, quelli su cui Xabi Alonso deve lavorare. La disciplina è stata un problema negli ultimi due anni e dopo 12’ i Blues avevano già rimediato due gialli. Robert Sanchez in porta ha confermato tutti i suoi limiti: il momentaneo 1-1 del Fulham ce l’ha sulla coscienza, come tanti errori che fanno sì che trasmetta incertezza più che sicurezza. In difesa, bene il nuovo acquisto Maxence Lacroix ma troppi passaggi a vuoto di Levi Colwill, che nella testa della dirigenza è un pilastro. Romeo Lavia, nell’ora in cui è rimasto in campo da mediano, ha fatto capire di non essere all’altezza del livello che serve per giocare nel Chelsea.

nuova era

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I cori dei tifosi Blues per Xabi Alonso, cominciati già dopo 53’ e proseguiti dopo il fischio finale, fanno capire che il pubblico del Chelsea ha gradito questa prima uscita. C’è ancora tanto lavoro da fare, ma senza Europa per il tecnico diventa più facile sia lavorare che gestire gli uomini, soprattutto se gli ultimi giorni di mercato aiutassero a sfoltire la consueta rosa extralarge, un problema più che una risorsa. Ma questa prima uscita ha confermato anche che il nuovo Chelsea ha mostrato di avere il potenziale per essere protagonista, per sognare in grande in una Premier che, dietro l’Arsenal apparentemente irraggiungibile, è a caccia di certezze.

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