Assicurazioni, rischio aumento per le polizze infortuni

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Se approvato, un emendamento di Fratelli d’Italia alla legge di Bilancio porterebbe dal 2,5 al 12,5% l’aliquota di tassazione prevista sulla garanzia accessoria infortuni al conducente

Emilio Deleidi

27 novembre - 13:04 - MILANO

La legge di Bilancio 2026 potrebbe contenere una nuova, brutta sorpresa in tema di polizze assicurative. Un emendamento presentato da Fratelli d’Italia, infatti, prevede un innalzamento dell’aliquota sulla polizza infortunio conducente collegata alla RC auto dal 2,5 al 12,5%; l’incremento, secondo le stime fornite dagli autori della modifica al testo di legge, porterebbe nelle casse dello Stato un gettito pari a circa 100 milioni di euro l’anno. Non è detto, ovviamente, che l’emendamento sarà approvato nel testo definitivo del provvedimento, ma il fatto che sia stato presentato dal principale partito di maggioranza dl governo rende l’ipotesi plausibile. È importante sottolineare che la polizza infortuni del conducente non è obbligatoria come quella responsabilità civile auto, ma rientra nel novero delle garanzie accessorie che un cliente può sottoscrivere, per ottenere un risarcimento in caso di danni fisici subiti in un incidente per colpa propria; altre garanzie accessorie e facoltative sono, per esempio, le coperture riguardanti i danni derivanti da atti vandalici, rotture cristalli, agenti atmosferici e così via. Chi sceglie la polizza infortunio conducente si troverebbe comunque a pagare una somma più alta, che le compagnie incasserebbero per poi girarla allo Stato.

la denuncia

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L’emendamento è stato portato allo scoperto da Federconsumatori, che sottolinea come il provvedimento si inserirebbe in un contesto già critico per gli assicurati: secondo l’Osservatorio nazionale dell’associazione, infatti, gli incrementi delle polizze auto hanno raggiunto nel 2025 picchi anche del 12%, con punte del 27% al Sud, nonostante un calo dell’incidentalità, che incide sui risarcimenti, del 2,1%. Alla luce di questo contesto, Federconsumatori ha chiesto il ritiro dell’emendamento da parte di FdI, a fronte invece dell’adozione di “provvedimenti tesi a far scendere premi che sono tra i più alti d’Europa”.

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