Tutto facile per i campioni d'Inghilterra: a segno Havertz, Saka e Odegaard
Pilota automatico. Il Coventry, alla prima partita di Premier in 25 anni, non è certo l’avversario migliore per misurare la forza dei campioni, ma l’Arsenal si ripresenta in campionato con un 3-0 facile come quello con cui domenica scorsa ha steso il Manchester City in Community Shield. Stavolta niente gol dopo 23 secondi, solo una costante dimostrazione di superiorità suggellata dai gol di Kai Havertz e Bukayo Saka nel primo tempo e da Martin Ødegaard all’inizio del secondo. Quella dimostrazione di forza data a Cardiff è stata riproposta davanti agli estasiati 60mila dell’Emirates, che si riferiscono all’Arsenal esclusivamente come ai campioni e hanno potuto vedere dal vivo perché Mikel Arteta parla continuamente di obiettivo dominio. Questi primi tre punti servono a ricordare a chiunque sogni di rivaleggiare con i Gunners il livello che serve raggiungere. Anche se l’aggiunta di Ezri Konsa, presentato ai tifosi prima del via dopo l’ufficializzazione del suo acquisto per 63,2 milioni di euro dall’Aston Villa, promette di rendere il divario tra l’Arsenal e le altre ancora più grande.
DIFFERENZA
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Mentre le rivali cercano ancora la loro dimensione, con squadre da completare negli ultimi dieci giorni di mercato e assetti ancora da costruire, l’Arsenal ha quella continuità che le altre si sognano, con Arteta che è al timone dal dicembre 2019 (in una lega in cui la durata media di un allenatore in una squadra è scesa a 20 mesi) e dopo aver forgiato il gruppo che a maggio ha vinto la Premier dopo 22 anni di attesa adesso vuole capire come farlo “migliorare ed evolvere”, per usare le sue parole. L’ingaggio di Christos Tzolis va decisamente in quella direzione: il greco arrivato dal Bruges sembra già il più in forma tra i Gunners, col suo zampino ben evidente sui primi due gol (niente assist, però) e una vivacità costante che rende il binario di sinistra con lui e Riccardo Calafiori (l’azzurro ha firmato l’assist per l’1-0 di Havertz) uno dei punti di forza di questo primo Arsenal 2026-27. La licenza a Ricky di essere l’agente del caos che porta pepe nell’attacco dei Gunners beneficia anche Tzolis, che sembra aver capito come muoversi all’interno dell’attacco di Arteta e che ha tutte le intenzioni di farsi notare: col Coventry ci è riuscito alternando affondi sulla fascia che hanno fatto ammattire Milan Van Ewijk con accentramenti che l’hanno portato più nel vivo dell’azione. In attesa di Konsa e di Bruno Guimarães, indisponibile contro il Coventry, quello di Tzolis sembra già un acquisto azzeccato.
MIO CAPITANO
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L’altra novità dell’Arsenal è la condizione di Ødegaard. Il capitano ha segnato di nuovo, stavolta con un pizzico di fortuna (sul suo tiro smorzato in area a inizio ripresa il portiere Carl Rushworth gli ha decisamente dato una mano), ma ha confermato la super condizione già ammirata contro il City e quanto assomigli al giocatore che ha aiutato la Norvegia a fare rumore al Mondiale piuttosto che a quello costantemente frenato dagli infortuni visto a sprazzi nell’Arsenal 2025-26. Ødegaard al top della forma, finalizzatore, creativo e con una visione di gioco che hanno pochi in squadra, fa tutta la differenza del mondo e nella visione di Arteta aiuta i Gunners a salire al livello successivo. In attesa che Declan Rice e Bukayo Saka, ancora in rodaggio dopo il Mondiale, ritrovino la miglior condizione, col Coventry ha brillato di nuovo Myles Lewis-Skelly, di nuovo titolare in mezzo al campo nonostante i rumors di mercato. Dipendesse dal pubblico dell’Emirates, il 19enne prodotto della Academy non lascerebbe i Gunners: con un’altra prestazione sontuosa da mediano, stavolta accanto a Rice, Lewis-Skelly ha ricordato ad Arteta che a questo livello si merita un posto in squadra anche in un centrocampo in cui i campioni del mondo Martin Zubimendi e Mikel Merino partono dalla panchina.
NEXT LEVEL
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L’altra novità dell’Arsenal è la condizione di Ødegaard. Il capitano ha segnato di nuovo, stavolta con un pizzico di fortuna (sul suo tiro smorzato in area a inizio ripresa il portiere Carl Rushworth gli ha decisamente dato una mano), ma ha confermato la super condizione già ammirata contro il City e quanto assomigli al giocatore che ha aiutato la Norvegia a fare rumore al Mondiale piuttosto che a quello costantemente frenato dagli infortuni visto a sprazzi nell’Arsenal 2025-26. Ødegaard al top della forma, finalizzatore, creativo e con una visione di gioco che hanno pochi in squadra, fa tutta la differenza del mondo e nella visione di Arteta aiuta i Gunners a salire al livello successivo. In attesa che Declan Rice e Bukayo Saka, ancora in rodaggio dopo il Mondiale, ritrovino la miglior condizione, col Coventry ha brillato di nuovo Myles Lewis-Skelly, di nuovo titolare in mezzo al campo nonostante i rumors di mercato. Dipendesse dal pubblico dell’Emirates, il 19enne prodotto della Academy non lascerebbe i Gunners: con un’altra prestazione sontuosa da mediano, stavolta accanto a Rice, Lewis-Skelly ha ricordato ad Arteta che a questo livello si merita un posto in squadra anche in un centrocampo in cui i campioni del mondo Martin Zubimendi e Mikel Merino partono dalla panchina.










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