Le mura del paese come falesie di una montagna. Serra San Quirico, in provincia di Ancona, è pronta a ospitare migliaia di "uomini ragno" per la 12/a edizione del Frasassi Climbing Festival. Un'iniziativa che trasformerà dal 27 al 30 agosto il centro storico del paese, immerso nel Parco naturale della Gola della Rossa e di Frasassi, in una palestra a cielo aperto: sono oltre 80 infatti i blocchi sui quali si metteranno alla prova gli arrampicatori. Fino ad ora si sono iscritte circa mille persone che arrivano da ovunque: dal Brasile all'Egitto, dalla Corea del Sud alla Francia.
Sono serviti tempo e fatica agli organizzatori per convincere amministrazione, residenti ed ente parco, ma ora il festival è diventato un fiore all'occhiello del paese dell'Anconetano. Un'occasione per far conoscere il borgo ai turisti e per accogliere appassionati e sportivi amanti della montagna, che potranno anche godersi tra le altre cose escursioni a piedi e in bici, yoga e attività sulla slackline.
"La cosa bella è stata che dallo scetticismo della prima edizione - racconta all'ANSA Marcello Romagnoli, presidente dell'associazione che organizza il festival - siamo passati alle richieste di alcuni residenti che chiedono di far campeggiare i ragazzi nel loro giardino, così da poter andare a provare i blocchi in modo più semplice".
Il festival prevede infatti la possibilità di campeggiare e da giovedì a sabato, la sera, ci sarà spazio anche per concerti e dj-set. Il cuore dell'iniziativa resta però lo Street Boulder, che Romagnoli definisce come "il più grande d'Europa": una sfida tra mura, vicoli e piazze del paese.
Lo spirito è competitivo, ma non troppo. L'intenzione degli organizzatori è di dare spazio alla componente ludica e sociale dell'iniziativa, stimolando l'incontro tra le persone che partecipano, che siano esperte o meno. Tuttavia, c'è anche chi potrà sfidarsi e segnarsi tempi e percorsi, con tanto di premiazione finale. Ad accompagnare gli scalatori tra le mura del paese ci saranno anche alcuni atleti internazionali noti tra gli appassionati di questa disciplina: Silvio Reffo, Angelika Reiner, Ja-In Kim, Laura Rogora e Wafaa Amer.
Il riconoscimento olimpico dell'arrampicata - dall'edizione di Tokyo entrata ufficialmente tra le discipline - ha stimolato sempre di più la curiosità e, di conseguenza, gli appassionati crescono di anno in anno. Ne è convinto Romagnoli, che tuttavia ci tiene a sottolineare come non sia l'unico elemento attrattivo. "La parte olimpionica ha fatto sì che fosse riconoscibile come attività e anche un pubblico non del mestiere ha capito che era un'attività degna di nota. - conclude - Poi c'è stato anche il Covid e la voglia di stare all'aperto ha scatenato la partecipazione. L'arrampicata è il primo gesto che facciamo da bambini, un desiderio ancestrale di superare una propria difficoltà o un proprio limite. Ti dà la possibilità di aver fiducia delle tue possibilità, è una formazione spirituale".
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